Condanne definitive per il narcotrafficante Massimo Ludovisi di 48 anni, per i suoi genitori Genesio e Duilia di 84 e 79 anni e per uno dei suoi complici, il sessantenne Cesare Simeoni: i giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno respinto i loro ricorsi confermando la sentenza pronunciata un anno fa, in parziale riforma, dalla Corte d'Appello rispettivamente a 14 anni e 6 mesi di reclusione per il primo, 12 anni per il corriere della droga e infine 6 anni e 8 mesi per l'anziana coppia.
Ludovisi era considerato l'organizzatore di un'organizzazione criminale in grado di movimentare ingenti quantità di cocaina dal Sudamerica all'Italia attraverso Tenerife e la Spagna. Droga che riforniva sia il mercato degli stupefacenti a Latina che sul litorale romano, terra d'origine del 48enne.
Stando alle ricostruzioni degli investigatori della Polizia che avevano condotto le indagini, Massimo Ludovisi per un lungo periodo si era stabilito nelle isole Canarie da dove movimentava i carichi di cocaina. Si era poi spostato in Italia quando l'autorità giudiziaria spagnola lo aveva condannato a 12 anni di reclusione ed era stato arrestato nell'ottobre del 2011 nel territorio pontino dalla Squadra Mobile di Latina quando, ritenevano i detective, era pronto per scappare in Argentina.
Nel corso delle indagini furono raccolte prove su carichi ingenti di cocaina che attraversavano l'oceano in barca a vela per approdare sulle coste spagnole e da lì attraversare l'Europa fino alle zone di confine tra Roma e Latina. La svolta nelle indagini era arrivata quando Cesare Simeoni, in compagnia con un'altra persona coinvolta nella stessa indagine, era stato bloccato a Barcellona con un carico di 5 chili di cocaina in auto: erano diretti proprio a Latina. Secondo gli inquirenti Massimo Ludovisi riusciva a gestire i traffici anche dopo l'arresto, direttamente dal carcere, anche con l'aiuto dei genitori che si occupavano della riscossione dei crediti, ma anche piazzare le partite di droga in ballo. Vennero documentati anche altri carichi prima del suo arresto: in un caso 9 chili di coca, in un altro 50 chili.
In primo grado, davanti ai giudici del Tribunale di Velletri, nel luglio del 2016 Ludovisi era stato condannato a 16 anni di reclusione, a fronte della richiesta di 22 anni del pubblico ministero. Un anno fa la Corte d'Appello aveva ridotto a 14 anni e 6 mesi la pena per Ludosivi, confermando invece quella per gli altri. Un quadro che la Cassazione ha definito respingendo il ricorso.