Il riassunto delle puntate precedenti è che una richiesta di variante urbanistica proposta da un imprenditore privato, interessato a sfruttare le potenzialità edificatorie di un lotto di sua proprietà, viene evasa in tempo record dall'amministrazione comunale. La richiesta di variante da parte della Green Building è del 6 dicembre, l'adozione della variante da parte della Giunta è del 28 dicembre. Beh, meno male, potrebbe osservare qualcuno, finalmente un Comune che funziona. Giusto. Bravi tutti.
Il 29 agosto 2018, la stessa impresa aveva presentato al Suap (Sportello unico attività produttive) una richiesta di rilascio di permesso di costruire un edificio commerciale nel quartiere Q3, in un lotto la cui destinazione urbanistica è per attrezzature turistiche con vincolo di destinazione alberghiera. Stando a quello che il Comune di Latina ha sempre sostenuto, e cioè che in quel terreno si poteva realizzare soltanto un albergo, opportunamente il Suap e il Servizio Urbanistica si pronunciano a fine novembre 2018 esprimendo un parere favorevole sul progetto di realizzare un edificio commerciale di cinquemila metri quadrati di superficie, a condizione che si proceda con una variante urbanistica per rimuovere il vincolo alberghiero. E fin qui è tutto ineccepibile. Su suggerimento degli uffici, il 6 dicembre la Green Building presenta la domanda di variante urbanistica. La ditta allega alla richiesta un nullaosta rilasciato dalla Regione Lazio il 15 giugno 2018 a seguito di espressa richiesta della Green Building. Di cosa si tratta? Nel 1977 i proprietari di quel terreno, su cui insiste ancora oggi l'Hotel Garden, avendo ottenuto un mutuo dalla Regione erano stati impegnati a trascrivere in conservatoria la clausola secondo cui, fino alla data di avvenuta restituzione del mutuo (1987) non avrebbero modificato la destinazione vigente degli immobili (vincolo alberghiero). Alla domanda di poter cancellare quella trascrizione, la Regione, nello specifico l'Agenzia regionale del Turismo, risponde che non c'è alcun problema, non essendo necessario mantenere alcunché perché il mutuo è estinto. Quel nullaosta viene letteralmente scambiato, o contrabbandato, per un via libera della Regione alla variazione urbanistica del Piano particolareggiato Q3.
Questo è perlomeno quanto ha fatto la Giunta comunale con la delibera 457 del 28 dicembre, delibera con la quale si pretende di modificare la zonizzazione del lotto in questione da «area ad attrezzature turistiche con vincolo di destinazione alberghiera» in area «ad attrezzature turistiche». Quest'ultima destinazione consente di realizzare strutture commerciali a servizio delle attività turistiche. La precedente no. Domandarsi se siamo di fronte ad una svista sarebbe pura ingenuità. E' invece lecito domandarsi per quale ragione, dal giorno di uscita del primo articolo contro questa variante, il 5 gennaio scorso, in Comune non abbiamo mai avuto una sola esitazione, un dubbio per considerare se fosse o meno il caso di bloccare tutto. Eppure sono svelti: in 20 giorni hanno fatto una variante. Trenta giorni non sono bastati per farli ragionare.