Diciotto milioni di euro spalmati su 17 interventi sono un tesoro di questi tempi dove i fondi languono e le opere pubbliche si realizzano con il contagocce. Latina li ha messi in cantiere attraverso il programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie, una delle scommesse più ambiziose per l'amministrazione Coletta, ma anche tra quelle più difficili perché si scontra con lentezza e burocrazia nel mezzo di iter procedurali complessi interessati da varianti e rimpalli tra enti. Mentre per i progetti immateriali si è andati avanti a passo spedito (il progetto «Do you speck italian», ad esempio, è stato attuato ed è alla fase di rendicontazione mentre per quello di mediazione sociale la gara è in fase di pubblicazione) per le opere pubbliche la storia è un po' diversa. Già in una commissione urbanistica di alcuni mesi fa emersero i principali ostacoli di fattibilità, elencati da assessore e dirigente ai lavori pubblici. Eppure nel 2016 il programma delle periferie, messo in piedi dalla giunta Coletta in poco meno di un mese cucendo insieme nuove idee e vecchi progetti, ha avuto un punteggio alto proprio per alcuni presupposti, poi non risultati certi, ovvero i requisiti di conformità e fattibilità. Altro elemento che aveva aggiunto valore era la sinergia tra pubblico e privato con l'apporto di capitali provenienti dai progetti di finanza (interventi per 23 milioni di euro). Oggi si langue su entrambi gli aspetti e il problema si sta ponendo in fase di rendicontazione: su 18 milioni 2,9 sono stati anticipati dallo Stato e l'accordo prevede degli step dettati dallo stato di avanzamento delle progettazioni che vanno giustificati soprattutto in relazione alle spese effettuate.