Cristian Canò è tornato in libertà. Il giovane studente di Cisterna, condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per aver ucciso il papà, ha finito di scontare la sua pena di sette anni e sei mesi di reclusione e da ieri è libero.  Pochi giorni fa ha ottenuto la riduzione con una liberazione anticipata di novanta giorni. Da giugno del 2018 era stato affidato ai servizi sociali ma Cristian ha continuato il suo percorso di vita. Ha proseguito con gli studi per ottenere la laurea in Ingegneria a La Sapienza, ha proseguito a lavorare grazie ai benefici che ha ottenuto dal sistema giudiziario e alle richieste presentate dai suoi avvocati Angelo e Oreste Palmieri che sono state accolte.  Cristian con l'aiuto e il sostegno di tante persone, ha cercato di non perdersi ma di ripartire e infatti ha partecipato anche a dei concorsi letterari. ha scritto anche un libro. Tra poco più di due mesi, il 16 aprile del 2019, sarebbe finito tutto con la liberazione definitiva ma ieri invece è tornato in libertà.  Il giovane era stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione alla pena di sette anni e quattro mesi di reclusione con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo parentale: aveva ucciso il papà con un bastone al termine di una furibonda lite avvenuta sulla spiaggia al Lido di Latina. Il ragazzo - secondo quanto sostenuto - si voleva opporre alle vessazioni del papà nei confronti della mamma e la discussione che era diventata sempre più animata era poi finita nel sangue.  La tragedia era avvenuta il 21 dicembre del 2012 e Cristian che all'epoca dei fatti aveva compiuto da pochi mesi 18 anni, al termine di un litigio aveva impugnato un pezzo di legno colpendo il papà morto dopo che era stato trasportato al Goretti. Dopo che era finito in carcere aveva ottenuto gli arresti domiciliari e in Tribunale a Latina a fronte di una richiesta di 24 anni del pm, era stato condannato a 14 anni di reclusione, una sentenza impugnata in Appello dai suoi avvocati ed era arrivata una drastica riduzione a otto anni e poi in Corte di Cassazione a sette anni e sei mesi.