I maltrattamenti sarebbero andati avanti per tredici anni, sia nei confronti della moglie che nei confronti dei figli. Finché la donna non ha deciso di denunciare. E alla fine per un uomo di 48 anni di Sabaudia è scattato l'arresto, con applicazione della misura cautelare dei domiciliari.
Il 12 febbraio l'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Latina a seguito della denuncia della donna e dopo aver sentito a sommarie informazioni i figli della coppia. Nei confronti dell'indagato, come si diceva, è stata disposta la misura dei domiciliari, ma chiaramente presso un'altra abitazione (quella di un conoscente).
Nei giorni scorsi l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone. Ad assistere il 48enne di Sabaudia, l'avvocato Mirko Pannozzo del Foro di Latina. La difesa ha chiesto l'applicazione di una misura meno afflittiva, evidenziando – tra le altre cose – che l'uomo risultava unica fonte di reddito per la famiglia. In via subordinata, il legale ha avanzato anche un'altra richiesta, ossia quella di concedere comunque all'indagato l'autorizzazione a recarsi a lavoro.
Al termine dell'interrogatorio, il giudice per le indagini preliminari, avendo ascoltato le richieste della Procura e quelle della difesa, ha confermato – ritenendo ancora «pericoloso» il soggetto - la misura cautelare dei domiciliari (sempre presso l'abitazione di un conoscente) e ha respinto l'istanza volta a ottenere l'autorizzazione per recarsi a lavoro.
Come da prassi, adesso la difesa valuterà se proporre o meno un eventuale ricorso davanti al Tribunale del Riesame di Roma impugnando l'ordinanza di custodia cautelare che è stata emessa nelle scorse settimane dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.