E' un fantasma che non smette mai di aggirarsi dentro il Comune di Formia, il multipiano aleggia sugli errori commessi negli ultimi quindici anni e ancora adesso, che pure è stato venduto ad un privato tramite l'asta del fallimento Formia Servizi spa rimanda sospetti e fortissimi dubbi sulla regolarità dei rapporti tra la società e l'ente che l'ha creata. Ed è così che il parcheggio Aldo Moro è finito anche nell'ultima relazione sulla regolarità degli atti dell'amministrazione locale. Già nel 2016 era al centro dell'ispezione disposta dal Ministero dell'Economia che accertò anomalie mai chiarite, per esempio gli emolumenti per gli incarichi di rappresentanza dentro la spa o perché il segretario generale dell'ente partecipasse alle assemblee della spa. Ed ecco che cosa si legge nell'ultima relazione (di pochi giorni fa) redatta dal segretario generale, Alessandro Izzi: «E' necessario evidenziare che tutta la problematica amministrativa, gestionale-giudiziaria del parcheggio Multipiano ‘Aldo Moro' dovrà essere oggetto di più approfondita indagine, anche amministrativa interna, al fine di meglio chiarire alcune cripticità gestionali-provvedimentali, anche conseguenti a decisioni di indirizzo politico-amministrativo che, allo stato, non appaiono del tutto lineari». Lineare è un eufemismo. C'è infatti in questa storia un ulteriore elemento che non convince. Questo: perché il curatore fino ad aprile 2018 tratta col Comune, allora nelle mani del Commissario Valiante e solo a ottobre 2018, comunica all'ente che da maggio 2018 era stato autorizzato a vendere il multipiano all'asta? Dalle pec precedenti quella di ottobre scorso questa volontà non emerge, o almeno non è stata ritrovata negli atti del Comune di Formia. La curatela non informò né il Commissario della decisione maturata sulla vendita e neppure il nuovo sindaco subentrato a giugno. Eppure a maggio il Tribunale di Latina autorizza la curatela alla vendita e ciò avrebbe potuto, almeno a titolo di cortesia, essere comunicato al commissario. Passeranno, invece, altri cinque mesi prima di conoscere la verità.