Rischia di chiudere lo stabilimento Granarolo di Anzio.

A lanciare l'allarme è il consigliere di Pd – Piazza Grande Lina Giannino. Una azienda inaugurata nell'ottobre del 1995 che ha in forza circa 40 dipendenti e che vede quattro linee di confezionamento con una produzione di circa 24mila confezioni l'ora e oltre 1.100 quintali di latte. Uno stabilimento in cui la Granarolo investì la considerevole somma di 15 miliardi di vecchie lire e dotato delle migliori tecnologie dell'epoca, con l'obiettivo di coprire il mercato laziale e campano del latte fresco. Ora tutto questo rischia di sparire. «Un altro fiore all'occhiello di questo paese - ha detto Lina Giannino - rischia di prendere il volo verso altri lidi lasciando sul posto solo il deposito per la distribuzione. Si attivino le opportune conoscenze circa le cause di tale scelta: si deve intervenire affinché ciò non accada».

Immediato l'intervento del sindaco Candido De Angelis, che scende in campo al fianco dei lavoratori per evitare la chiusura dello stabilimento e che già due settimane fa ha avviato il dialogo con l'azienda di Bologna per cercare una soluzione alternativa alla dismissione del sito di produzione. «Esprimo a nome personale e dell'amministrazione comunale il profondo rammarico per il paventato rischio di chiusura dello Stabilimento Granarolo di Anzio. In particolare - spiega il sindaco -, preoccupante sarebbe la ricaduta che tale scelta comporterebbe sul tessuto economico, sociale e culturale del territorio considerando che, dietro ogni lavoratore insistono famiglie con bambini, impegni da mantenere ed un costo della vita in continua crescita».

Il sindaco ha chiesto un incontro urgente con i vertici dell'azienda. «Diversi sono stati gli interventi attivati dall'amministrazione comunale a favore dell'azienda - spiega De Angelis - nell'ottica di creare e mantenere i presupposti di convivenza con la città e l'indotto industriale e, per questo, desidero manifestare la mia più ampia disponibilità nel concertare eventuali altri provvedimenti che si potrebbero rendere necessari affinché l'impianto possa restare operativo. Auspico un incontro urgente, unitamente alle rappresentanze sindacali, che possa essere costruttivo a garanzia dei lavoratori, delle loro famiglie e della città di Anzio».