Due condanne e un'assoluzione. E' questa la sentenza del giudice del Tribunale di Latina Giorgia Castriota nel corso di un processo per usura bancaria. Assolto l'amministratore delegato di un istituto di credito, mentre sono stati condannati a due anni di reclusione con la sospensione della pena altri due imputati tra cui  il presidente del consiglio di amministrazione dell'istituto di credito e poi il responsabile dell'area crediti. L'imprenditore nautico che risiede a Nettuno aveva chiesto un prestito di 910mila euro. I fatti contestati erano avvenuti tra il 2009 e il 2010 e subito dopo la denuncia, i finanzieri del Comando provinciale di Latina avevano raccolto una serie di elementi che avevano portato il magistrato inquirente Claudio De Lazzaro a contestare il reato di usura bancaria. Secondo il teorema accusatorio, il responsabile dell'area crediti non avrebbe impedito la concessione al richiedente del finanziamento con un tasso superiore a quello consentito. Inoltre l'applicazione del tasso non era stata impedita anche dagli altri due imputati.  La somma di denaro al centro del prestito era stata elargita in sei diverse operazioni con un tasso di interesse che superava - secondo la denuncia - la soglia per la categoria di operazioni previste in questi casi. «Hanno omesso di impedire pur avendone l'obbligo giuridico che fossero applicati gli interessi usurari in corrispettivo di prestazioni di denaro accreditate dalla banca, in relazione al finanziamento con la contestazione - ha sottolineato la Procura nel capo di imputazione - anche dell'aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di chi svolge attività imprenditoriale». Nel corso della requisitoria il pm aveva chiesto la condanna per tutti e tre gli imputati mentre gli avvocati Paolo Pacciani e Luca Recami al termine del loro intervento hanno chiesto l'assoluzione. Il giudice dopo la camera di consiglio ha letto il dispositivo, il risarcimento è da liquidarsi in separata sede. Scontato che una volta che saranno depositate le motivazioni del dispositivo il collegio difensivo presenterà ricorso in Corte d'Appello. C'è da sottolineare che quello che si è celebrato ieri in Tribunale è il primo processo che si conclude con una condanna per il reato di usura bancaria. «Alla luce dei fatti –fanno sapere dalla Banca– siamo assolutamente fiduciosi che la vicenda trovi nelle successive fasi del procedimento una soluzione positiva poiché si è trattato di un errore materiale nella determinazione delle condizioni che ha generato un piccolo disallineamento rispetto ai tassi soglia vigenti al momento».