Nuova udienza ieri in Tribunale a Latina davanti al collegio penale presieduto dal giudice Gian Luca Soana del processo per le patenti facili che nel settembre del 2013 aveva portato all'emissione di diverse misure restrittive. In aula, davanti al pubblico ministero Giuseppe Bontempo, hanno deposto alcuni testimoni, a partire da una dipendente della Motorizzazione, ad alcuni candidati di origine straniera; in un caso ha risposto, con l'ausilio di un interprete, un cittadino indiano. Alcuni testimoni non ricordavano i particolari e le modalità con cui avvenivano gli esami, un altro testimone invece ha spiegato che quando era impegnato nella sessione era stato aiutato da una persona ma non ha saputo fornire altri elementi. Nel pomeriggio è stato ascoltato un indiano che ha raccontato che l'esame per la patente lo ha sostenuto in inglese e che non ha ricevuto il minimo aiuto. Anzi ha aggiunto che è stata farina del suo sacco. Il processo riprenderà il prossimo 13 giugno per le altre deposizioni. Sono almeno 25 le persone che vuole ascoltare il pubblico ministero mentre sono 14 gli imputati,
tra funzionari della Motorizzazione civile di Latina e titolari di autoscuole, accusati di aver costituito una vera e propria associazione per delinquere, che in cambio di mazzette appunto faceva conseguire a chiunque la patente di guida. L'inchiesta era stata coordinata dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria della polizia stradale. L'inchiesta era nata da un servizio televisivo andato in onda su Striscia la Notizia e nel corso di intercettazioni telefoniche e anche riprese video gli investigatori erano riusciti a ricostruire i fatti contestati. Il processo sta andando avanti da oltre quattro anni.