Seppure manchino due giorni alla Festa del Papà, oggi Roma è teatro della ventunesima edizione del «Daddy's Pride», ossia una marcia unica al mondo organizzata dai padri separati (e dai loro familiari), pronti a scendere in piazza per rivendicare e difendere il diritto inviolabile di ogni figlio di poter amare indiscriminatamente due genitori e quattro nonni. Una marcia che, in passato, è andata in scena anche in altre Capitali europee e che, quest'anno, vede protagoniste anche Madrid, Varsavia e Atene.

Le associazioni parteipanti, sia italiane che degli altri Stati europei, si sono radunate in piazza Madonna di Loreto, davanti piazza Venezia, per poi mettersi in marcia in via dei Fori Imperiali per raggiungere il Colosseo

Gli obiettivi dei papà separati
I manifestanti, come ogni anno, sono pronti a chiedere e ottenere l'applicazione totale della legge sull'affido condiviso. Infatti, ciò che viene contestato è lo squilibrio di trattamento fra genitore collocatario e l'altro genitore, con tanti papà che, spesso, sono costretti a ricorrere a dormitori, caritas e case d'accoglienza. Il tutto, con la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha già condannato l'Italia per non aver garantito i diritti dei papà separati.

«Quello che chiediamo per noi e i nostri figli è solamente buonsenso ed equilibrio - spiegano i papà separati presenti alla manifestazione - chiediamo che venga rispettato il diritto alla bigenitorialità per i nostri figli, mediazione familiare obbligatoria, equiparazione dei tempi di cura per garantire ai figli sempre due genitori e quattro nonni, il mantenimento diretto per abbandonare la logica della rendita vitalizia e privilegiare quella educativa e genitoriale, contratto prematrimoniale, sanzioni severe per punire chi abusa della posizione dominante del collocamento, sanzioni d'ufficio per chi denuncia le false accuse, legge sullo stalking familiare, istituzione della Festa Nazionale dei Figli».

Qualche dato
Da qualche anno, fra i cosiddetti "nuovi poveri" ci sono, purtroppo, tantissimi papà separati che, come evidenziato anche dai partecipanti alla marcia, spesso si trovano in secondo piano rispetto alle mogli o ex mogli. «Questo - spiega un papà - perché la donna, soprattutto se madre, viene trattata dalla legge come 'parte debole' da tutelare, ma cosa succede se queste tutele si trasformano per il marito in una condanna alla povertà?»

E, ancora una volta, l'allarme è lanciato dall'Europa, con la Corte dei Diritti che ha condannato l'Italia in quanto lo Stato "non assicura i diritti dei padri separati". Il riferimento primario è la disparità di trattamento per quanto riguarda l'affidamento dei figli e la possibilità dei padri di passare del tempo con loro. Non di secondo piano, poi, è l'aspetto economico, spesso sottovalutato. «Viene dato per scontato, almeno dall'opionione pubblica - evidenzia un altro papà -, che in caso di divorzio sia l'uomo a dover garantire il sostentamente dell'ex moglie e di eventuali figli, ma quasi mai si riflette su cosa significa questo salasso per le tasche dell'uomo. Anche se la donna, dopo qualche tempo, trova un nuovo compagno e con lui decide di convivere, potrà sempre e comunque contare sui cosiddetti 'alimenti', anche se non ne avrà più bisogno. Quando ci sono i figli di mezzo, poi, la questione diventa ancora più scottante»

Affido condiviso e dati Istat
Da alcune statistiche, emerge come la quota di affidamenti concessi al padre continui a rimanere su livelli molto bassi. Le separazioni con i figli in affido condiviso, invece, sono state l'89% contro l'8,9% di quelle con i figli affidati esclusivamente alla madre. In più, nella quasi totalità dei casi (94,1%) è il padre a versare gli assegni di mantenimento: quelli solo per i figli vengono corrisposti nel 33,9% delle separazioni, gli assegni al coniuge con quelli ai figli sono il 10,5%, mentre raddoppia (21,3%) nelle separazioni con figli minori, l'assegno solo per il coniuge è del 10,1%. L'Ammontare medio dell'assegno per il mantenimento dei figli risulta essere di 485,43 euro. In più, nel 60% delle separazioni la casa viene assegnata alla moglie (dato in aumento rispetto agli anni precedenti). Tale indicatore, nel 2015, raggiunge il 69% per le madri con almeno un figlio minorenne.

Il rapporto Caritas
Secondo l'ultima indagine della Caritas Italiana, dopo la rottura dei rapporti coniugali sono tanti i papà che chiedono aiuto e dichiarano di non riuscire a provvedere all'acquisto dei beni di prima necessità. Inoltre, aumenta il ricorso ai servizi socio-assistenziali del territorio come anche la crescita di disturbi psicosomatici. Tra l'altro, e non è certo una novità, la separazione incide negativamente nel rapporto padri-figli. Molti dei padri rispetto alle donne riconosce un cambiamento importante a seguito della separazione: tra i padri che riconoscono un cambiamento peggiorativo nella qualità dei rapporti, le madri, al contrario, riconoscono per lo più un miglioramento.

Ma quali sono gli elementi che rendono particolarmente insoddisfatti i padri separati nel rapporto con i figli? La frequenza di incontro, gli spazi di vita e i luoghi di incontro, il tempo da dedicare alla relazione, la possibilità di partecipare a momenti importanti quali compleanni, ricorrenze, feste.

E a chiedere aiuto alla Caritas, si legge nel rapporto, sono papà separati quasi tutti italiani.