Daniele Nardi, il ricordo commovente di Raffaele Cerelli con lui sulle vette dell'Himalaya. Nardi conosceva bene Veroli, l'ultima visita venti giorni prima di partire per il Nanga Parbat. Era il 2005, Nardi un giovane alpinista di Sezze.
L'incontro con Raffele Cerelli, dipendente del Comune di Veroli e appassionato di montagna, era avvenuto durante un'escursione sulla Maiella con Claudio Mastronicola. «Eravamo tanto legati – ha raccontato Raffele commosso - siamo cresciuti insieme. Gli rivelai il mio sogno di scalare gli 8000 metri e un giorno mi chiamò peruna spedizione sulla Middle dello Shisha Pangma (8027 metri). Non ho mai concluso la scalata, ma Daniele che era capo spedizione riuscì a raggiungere la vetta. Quando tornò mi regalò la sua tenda di alta quota e il sacco a pelo. Doni che custodirò per sempre».

Daniele Nardi, scortato fin sotto la vetta dall'amico romano, Pietro De Sanctis, riuscì a conquistare in solitaria lo Shisha Pangma. Ma Nardi era molto legato anche ai Monti Ernici. Tre le vie che ha aperto sulla parte nord di Pizzo Deta. L'ultimo incontro venti giorni prima che partisse per il Nanga Parbat, al Bar dello Sport alla Mosca. «Gli feci fare un panino e pranzammo insieme. Gli dissi anche: ‘Adesso hai una famiglia. Rallenta'. La risposta la conoscevo già. Il richiamo della montagna per chi la ama è troppo forte». «Nel 2005 sponsorizzammo la loro impresa –ha raccontato Danilo Campanari all'epoca assessore provinciale li aiutammo a trovare, tramite la Klopman di Frosinone, dei fusti dove riporre il materiale portato in spalla dagli Sherpa». Raffaele e i suoi ‘Ragni di Pizzo Deta' organizzeranno un evento in memoria del grande alpinista.