Morì a 15 anni cadendo dal motorino per colpa di una buca, mentre percorreva via Toscanini. Quattordici anni dopo quel maledetto 30 agosto del 2005, quando un incidente strappò improvvisamente Daniele Giovannoni all'affetto dei suoi cari, la Corte di Cassazione scrive la parola fine al lungo processo in sede penale, confermando la sentenza della Corte d'appello di Roma e respingendo così il ricorso promosso dal Comune di Aprilia, citato come responsabile civile e da L.G., all'epoca dei fatti dirigente del settore tecnologico e lavori pubblici. Bisognerà attendere i tempi tecnici prima che vengano depositate le motivazioni, tuttavia la lettura del dispositivo da parte della Cassazione del 20 marzo scorso, ha confermato quanto già stabilito in secondo grado con la sentenza del 15 gennaio 2018, condannando l'ex dirigente a un anno e sei mesi (con pena sospesa) e in solido insieme al responsabile civile (il Comune di Aprilia) al risarcimento di 50 mila euro ciascuno nei confronti dei genitori del ragazzo difesi dagli avvocati Carlo Taormina ed Ezio Bonanni e 20 mila euro nei confronti dei due fratelli di Daniele.
Proprio l'omesso controllo dell'esecuzione degli interventi di manutenzione necessari alla messa in sicurezza di via Toscanini, secondo i giudici, causarono la caduta letale del 15enne, che viaggiava a bordo del suo scooter Piaggio in direzione di via Guadapasso. Un procedimento ancora da definire in sede civile, dopo che il Comune ha impugnato la sentenza di primo grado che condannava l'ente a pagare un risarcimento di quasi 1 milione di euro. Dopo la prima udienza del 13 febbraio scorso, la Corte di Appello di Roma ha parzialmente accolto la richiesta avanzata dal Comune di Aprilia e limitato l'esecutività della sentenza a circa la metà della somma stabilita. In sede penale invece, la Corte di Cassazione non ha fatto altro che confermare la sentenza emessa lo scorso anno dalla Corte d'appello e dichiarato inammissibile il ricorso del Comune e del suo dirigente. «Una sentenza storica – commenta l'avvocato di parte civile Ezio Bonanni, che insieme a Carlo Taormina ha difeso i genitori e i fratelli del 15enne di Aprilia – che mette la parola fine all'ostinato tentativo degli imputati di fuggire alle proprie responsabilità per la morte del giovane e afferma il principio di diritto che in caso di negligenza del dirigente responsabile del Comune, sussiste la responsabilità dell'ente titolare della strada, sia per omicidio colposo in caso di morte sia per lesioni colpose».