Alla fine la presentazione del libro "La Casalese —Operazione Spartacus" della scrittrice e regista Antonella D'Agostino, da cui è stata fatta una trasposizione cinematografica dell'omonimo film, è stata fatta lo stesso. Gli impedimenti arrivati direttamente dal Viminale sono stati superati semplicemente organizzando l'evento in un altro luogo rispetto a quello annunciato, e in forma privata, come se fosse una festa di famiglia. La vicenda salita agli onori della cronaca è nota: il film scritto da Antonella D'Agostino, moglie di Renato Vallanzasca (il famoso ex criminale milanese), per cui si è guadagnata l'appellativo "Lady Vallanzasca", è stato prodotto per il 25% dalla casa di produzione "Roxyl music&film", di Angelo Bardellino, nipote del più famoso Antonio Bardellino, boss della camorra. E lo scandalo era tutto qui, una scrittrice (è regista anche del film) dal passato "buio" che si è fatta produrre il film da un personaggio legato ad un clan camorristico. Ciliegina sulla torta, il titolo che richiama al processo "Spartacus", ma che a quanto pare del processo e delle carte processuali non riporta neanche l'ombra. Il libro è la storia di una donna legata ad uomo che viene arrestato per camorra e decide di andare via per salvare il figlio piccolo. Per questione di ordine pubblico la presentazione però è stata bloccata, ma l'ordinanza prefettizia si riferiva al locale, un noto resort che si trova a Spigno Saturnia, e quindi gli organizzatori, come era stato annunciato, hanno spostato l'incontro in un locale che si trova sul lungomare Caboto di Gaeta. Era presente il cast al completo. Alla fine è arrivata anche la Polizia che si è limitata a verificare che la festa fosse effettivamente privata ed interdetta al pubblico. All'entrata del locale infatti c'erano dei buttafuori che impedivano ai non invitati di entrare. Mancava, per motivi di "opportunità", Angelo Bardellino: per lui c'era il legale rappresentante della sua società di produzione, l'avvocato Enrico Cellini. «La presentazione si è svolta in maniera strettamente riservata - ha dichiarato l'avvocato - con personale del locale che impediva l'accesso al pubblico, per evitare ulteriori problemi, considerato il clamore mediatico che la faccenda ha suscitato, clamore che ha portato all'ordinanza prefettizia di divieto di svolgimento presso il locale precedentemente scelto. La serata si è svolta rispettando, ovviamente, tutti i canoni normativi e le disposizioni del TULPS: trattandosi, infatti, di evento privato senza la possibilità per il pubblico di partecipare, lo stesso non necessitava di richiesta di autorizzazione. All'evento hanno partecipato gli attori protagonisti del film ed alcuni giornalisti del napoletano e, soprattutto, un magistrato del Tribunale dei Minorenni. Durante la presentazione si è discettato sulla censura preventiva, che a mio modo di vedere, è letale quando si tratta di opere artistiche. Gli ospiti si chiedevano retoricamente se viviamo ancora in uno stato democratico e libero». Tanto rumore per nulla, ha concluso l'avvocato Cellini, ma questo rumore però ha fatto sì che il libro ed il film stiano diventando un caso editoriale e cinematografico. Sono state ricevute già 37 richieste di presentazione. Il film sarà proiettato nelle sale cinematografiche.