La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Roma emessa nei confronti di una donna, accusata del concorso morale nell'omicidio di una guardia giurata, del tentato omicidio di un suo collega e della tentata rapina commessi a Roma il 15 ottobre 2012, il cui autore materiale è stato il marito, condannato definitivamente alla pena di trent'anni di reclusione, con sentenza passata in giudicato nel 2016.

I fatti riguardano l'assalto armato al portavalori avvenuto poco prima delle sette del mattino del giorno indicato poco sopra davanti al "Todis" di via Carafa, a Roma, in zona Pisana: l'uomo, col volto travisato da un passamontagna, esplose alcuni colpi d'arma da fuoco verso la guardia giurata, al fine di impossessarsi dell'incasso del supermercato, circa 27.000 euro. Nel raid, la vittima rimase gravemente ferita e morì in ospedale a dicembre del 2012; anche un suo collega rimase parimenti ferito, ma riuscì a reagire, mettendo in fuga l'autore degli spari.

Stando alle indagini degli investigatori dell'epoca, la moglie dell'uomo era stata ritenuta complice "morale" del marito, avendolo istigato alla commissione dei delitti, dopo aver messo in scena una...