Questa volta i cori da stadio non c'entrano e neanche la discriminazione territoriale. Il teatro di una vicenda che sembra appartenere più a vicende di natura calcistica che altro è stato il centro di Cori e il palio della Madonna del Soccorso. Questa volta il caso che ha portato tre giovani di Cori a processo è sì per un coro ma in occasione di un evento molto sentito e vissuto con grandissima trepidazione dove la rivalità tra le contrade è molto forte e sentita.  E' il 24 giugno del 2012 quando i tre giovani tutti sostenitori di Porta Ninfina detta anche Porta Furba, - secondo quanto ipotizzato dalla Procura - prendono di mira la responsabile della contrada avversaria di Porta Signina.  In base a quanto ipotizzato uno dei tre che impugna un megafono, lancia un coro, raccolto anche da altre persone, nei confronti della donna che quando si è sentita presa di mira ha deciso di presentare una denuncia.  Il clima infatti in occasione del Palio è teso, ci sono anche sfottò, solo che in questo caso - secondo la parte offesa - sono stati superati i limiti e così la donna si è rivolta ai carabinieri. L'inchiesta condotta dai militari della stazione di Cori ha portato alla ricostruzione dei fatti sulla scorta dell'audizione di alcuni testimoni, dei contradaioli e alla fine è stato aperto un procedimento penale e poi un processo davanti al giudice di pace di Latina dove i tre giovani vengono assolti.
La parte offesa, una donna di 55 anni però impugna l'assoluzione e il processo finisce davanti al giudice monocratico Fabio Velardi. La difesa dei tre imputati, assistiti dall'avvocato Luigi Civitella, ha chiesto l'assoluzione e alla fine la prospettazione è stata accolta dal magistrato che ha assolto i ragazzi per non aver commesso il fatto e che dunque escono definitivamente di scena da questa vicenda. Per conoscere le motivazioni del dispositivo ci vorranno 45 giorni. La parte civile è rappresentata dall'avvocato Orlando Ceracchi