Si è conclusa poco fa, a Velletri, la Santa Messa del Giovedì Santo celebrata nel teatro del carcere di Lazzaria da Papa Francesco.

Il Pontefice, accolto attorno alle 16.30 nel piazzale dell'istituto di pena, ha subito raggiunto gli spazi preparati per la celebrazione, accolto da uno scrosciante applauso.

Toccanti alcuni passaggi dell'Omelia: «Gesù fa questo gesto: lavare i piedi, un gesto da schiavo. Lui che aveva tutto il potere, che era il Signore, fa il gesto dello schiavo. E poi consiglia a tutti: fate questo gesto fra voi, cioè servitevi l'uno con l'altro. Siate fratelli nel servizio, non nell'ambizione di chi domina l'altro o chi calpesta l'altro. Tu hai bisogno di qualcosa? - ha affermato il Papa - Io te lo faccio. Questa è la fratellanza, è umile sempre. Io oggi farò questo gesto».

E ancora: «Una volta, mentre gli Apostoli litigavano fra loro e discutevano, dissero: 'Chi è più importante fra noi?' Gesù prese un bambino e disse: è lui. Se il vostro cuore non è come quello del bambino, non sarete miei discepoli. Il cuore di un bambino è semplice e umile, ma servitore. E aggiunge una cosa interessante che possiamo collegare con il gesto di oggi: 'State attenti, i capi delle nazioni dominano, ma fra voi non deve essere così. Il più grande deve servire il più piccolo e chi si sente più grande deve essere servitore'. Tutti noi, quindi, dobbiamo essere sevritori: nella vita ci sono problemi, litighiamo fra noi, ma questo deve essere una cosa paseggera, perché nel nostro cuore ci deve essere sempre amore per essere al servizio dell'altro. Questo gesto che oggi farò sia per tutti noi un gesto che ci aiuti a essere più servitori gli uni degli altri, più amici, più fratelli nel servizio».

Poi il rito della Lavanda dei Piedi, con dodici detenuti che si sono preparati e si sono visti lavare e baciare il piede destro dal Papa, prima di una stretta di mano.

Al termine della Messa, il discorso della direttrice del carcere, Maria Donata Iannantuono. E' stata lei a mettere in evidenza le difficoltà che vive il penitenziario, soprattutto per quanto riguarda il sovraffollamento e la carenza di personale di polizia penitenziaria, ai cui agenti «spesso è impossibile assicurare i diritti fondamentali».

Infine, prima dell'incontro del Papa con i singoli detenuti, è avvenuto lo scambio dei doni.

Le foto sono tratte dalla trasmissione di Tv2000