Sono state modificate le misure cautelari per alcuni degli indagati dell'operazione Commodo, condotta dalla Squadra Mobile di Latina sul caporalato. Ha ottenuto gli arresti domiciliari il sindacalista Marco Vaccaro, l'uomo difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci, era detenuto dallo scorso gennaio, da quando era scattata l'operazione ed era stato notificato il provvedimento restrittivo firmato dal gip Gaetano Negro su richiesta della Procura. Dopo l'incidente probatorio che si è svolto nei giorni scorsi in Tribunale quando sono stati ascoltati alcuni braccianti agricoli, le difese hanno presentato la richiesta di una misura cautelare meno afflittiva e per Vaccaro è stata accolta così come anche per un altro indagato Luca Di Pietro, difeso dall'avvocato Giovanni Codastefano che si trovava gli arresti domiciliari e che da ieri è sottoposto agli obblighi di polizia giudiziaria. Proprio Di Pietro era stato ascoltato in Procura dall'Aggiunto Carlo Lasperanza dopo l'interrogatorio di garanzia. Il giudice La Rosa ha sottolineato la perdita di efficacia della misura cautelare degli arresti domiciliari per un capo di imputazione.
L'inchiesta aveva portato alla scoperta di una rete e tra i reati contestati oltre all'associazione per delinquere anche il reato di estorsione.