Si è svolto l'incidente probatorio in Tribunale a Latina davanti al giudice Giusepe Cario per la morte di Michelangelo Marra, 73 anni di Latina, un noto tipografo del capoluogo, deceduto in circostanze tutte da chiarire sei anni fa. In Tribunale il magistrato ha visionato la consulenza della parte offesa e ha rigettato la richiesta di archiviazione disponendo una terza perizia. L'esame del medico di un consulente, iniziato nei giorni scorsi andrà avanti con una udienza fissata per il 21 maggio.  In base a quanto ricostruito, la vittima era stata colpita da un aneurisma ed era andata per due volte al Pronto Soccorso del Goretti sia il 7 che l'8 gennaio del 2013. Dopo che era stata aperta una indagine, in Procura erano state acquisite le cartelle cliniche e la perizia in un primo momento aveva escluso la responsabilità del personale del Goretti tra cui medici e infermieri. Sul registro degli indagati ci sono tre infermieri, uno del Pronto Soccorso e poi altri tre infermieri e un medico. Devono rispondere del reato omicidio colposo. In un primo momento l'indagine per il decesso del noto tipografo era stata archiviata, la famiglia di Marra, assistita dall'avvocato Stefano Sabatino si era opposta e il gip aveva disposto un supplemento per avere dei chiarimenti. La tragedia si era consumata in pochissimo tempo: il 7 gennaio del 2013, Marra mentre si trova a casa accusa dei dolori al petto, arrivano i soccorritori - e in base a quanto sostenuto nella denuncia - l'uomo che è affetto anche da un problema all' aorta, non viene portato in ospedale ma il personale dell'equipaggio ritiene che possa restare a casa e gli viene prescritta una medicina per abbassare la pressione. Il quadro clinico resta invariato e viene chiamata una altra volta l'ambulanza e dopo una discussione e per l'insistenza dei familiari viene portato in ospedale. Marra arriva in codice verde alle 20, quasi due ore dopo si sente male e viene trasferito in codice rosso, poi l'operazione d'urgenza e il decesso su cui i familiari chiedono giustizia. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Maria Teresa Ciotti e Giancarlo Vitelli