Ha lasciato l'abitazione dove era ristretto ai domiciliari e, percorrendo diversi chilometri, ha raggiunto l'ospedale "Regina Elena" di Roma, in zona Mostacciano, mettendo a segno un paio di borseggi prima di essere scoperto, bloccato e arrestato.

È questa la storia di un 42enne con origini catanesi, ma residente a Pomezia, finito nelle camere di sicurezza della caserma di zona dopo essere stato arrestato dai carabinieri del Nucleo radiomobile della Capitale.

Stando a quanto ricostruito dai militari dell'Arma, il pometino - già noto alle forze dell'ordine e sottoposto agli arresti domiciliari per i reati di evasione e furto -, senza pensarci due volte, ha lasciato la casa dove avrebbe dovuto passare le sue giornate per via della misura cautelare imposta dal giudice competente e si è introdotto in maniera furtiva all'interno del grande ospedale "Regina Elena", ossia l'istituto nazionale per i tumori che si trova a Mostacciano, nei pressi della Pontina e del Grande Raccordo Anulare di Roma. Una volta raggiunta la sala di attesa di uno dei tanti ambulatori presenti, si è avvicinato ai pazienti in coda ed è riuscito a rubare il portafoglio dalla borsa di una donna 57enne e un mazzo di chiavi di un'auto dalla tasca di un giaccone di un 52enne romano.

Il terzo colpo, però, non gli è andato bene: infatti, alcuni pazienti lo hanno visto e hanno subito avvisato il vigilantes di zona, che ha subito bloccato il 42enne e lo ha "consegnato" ai carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma, che lo hanno arrestato e accompagnato in caserma.

Chiaramente, l'uomo è stato trattenuto in attesa del processo per direttissima, mentre la refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.