Diventano definitive le condanne per il sequestro di persona, a scopo di estorsione, di un pasticcere di Pomezia, prelevato da un "commando" partito dalla Sicilia e arrivato fino a Torvajanica per ottenere il ristoro di un debito da 130mila euro che era stato contratto dal figlio dell'uomo in questione.

In particolare, i giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno respinto tutti i ricorsi presentati dai sette indagati, che si sono visti confermare la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Roma sulla vicenda risalente al 2016.

La vicenda, lo ricordiamo, vide come vittima dei fatti un 66enne d'origine siciliana, ma da tempo residente sul litorale romano: tre anni fa circa, però, grazie a un pretesto, cinque degli otto protagonisti della vicenda (uno di loro...