Un'assoluzione e un rinvio a giudizio. E' questo l'esito dell'udienza che si è svolta ieri in Tribunale davanti al giudice Giuseppe Cario per due imputati, coinvolti in una inchiesta che aveva portato già a processo l'imprenditore di Cisterna Fabrizio Perrozzi. A fronte di una richiesta di due anni e otto mesi di reclusione da parte del pubblico ministero Marco Giancristofaro a margine della discussione il giudice ha accolto la prospettazione difensiva dell'avvocato Padula che ha chiesto l'assoluzione per il proprio assistito per una operazione di riciclaggio che ammonta ad un milione di euro per dei fatti avvenuti nel 2008.
E' stato invece rinviato a giudizio un altro imputato, il cui processo inizierà per lui a dicembre insieme a tutti gli altri imputati dell'inchiesta su cui aveva indagato la Guardia di Finanza.
L'inchiesta in cui è coinvolto Perrozzi, riguarda delle contestazioni insieme ad altri imputati per una frode fiscale commessa in Italia quantificata in sette milioni di euro su un conto corrente di Credit Suisse, intestato a Switch Trade, e poi su un conto del Monte di Paschi di Siena di Latina intestato ad Adogi Immobiliare srl, di cui Di Girolamo era rappresentante legale, ha sostenuto la pubblica accusa nel capo di imputazione, i soldi finiscono su un conto di Credit Suisse a Lugano intestato ad una società di cui era amministratore Perrozzi e infine una seconda tranche di soldi, provento di evasione, ha sempre sostenuto il pm, sono finiti su un conto corrente in svizzera intestato ad una società di diritto portoghese. Sempre in base all'impianto accusatorio Di Girolamo poteva operare in Italia su un conto corrente aperto da un altra società. Sulla scorta di questo circuito era possibile far uscire e poi rientrare i soldi in Italia.