Ok alla modifica dell'anagrafica e quindi della carta di identità, della patente, dello Stato Civile e di tutti gli atti collegati senza la necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico per il cambio di sesso.
E' quanto stabilito dalla Sezione civile del Tribunale di Latina in merito al ricorso presentato da una 32enne nata donna, ma che dall'infanzia si è sempre sentita «intrappolata in un corpo che non riconosceva come il proprio». Rappresentata dall'avvocato Veronica Terelle con la consulenza della dottoressa Anna D'Onofrio, la ricorrente aveva chiesto l'autorizzazione al trattamento chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali femminili a quelli maschili con la contestuale rettifica di attribuzione di sesso da femminile a maschile nei registri dello Stato Civile. La normativa infatti, prima dell'intervento di una serie di pronunciamenti anche della Corte di Cassazione, prevedeva che il cambio di sesso sui documenti, potesse avvenire solo in subordine all'esecuzione di un intervento chirurgico per il cambio concreto degli attributi. Oggi invece la giurisprudenza ha di fatto cambiato lo stato di cose ritenendo prevalenti le componenti soggettive e psicologiche del soggetto.