Una mostra d'eccezione, ma anche un modo per dimostrare alla cittadinanza che i carabinieri del Nucleo che si occupa della tutela del patrimonio culturale sono operativi praticamente 24 ore su 24, al fine di riportare al patrimonio pubblico tutti quei beni che, nel tempo, sono stati trafugati o sono finiti senza permessi in mani private.

È questo il senso dell'esposizione inaugurata ieri mattina ad Anzio, nel Museo archeologico di Villa Adele, con decine di importanti reperti messi in mostra proprio per mostrare alla cittadinanza le ricchezze del passato che oggi sono nelle mani dello Stato per poter essere tutelate.

«È una grande emozione avere questi reperti nel nostro Museo - ha dichiarato il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, alla presenza delle massime autorità civili e militari del litorale - e colgo l'occasione per ringraziare, per il recupero di queste opere trafugate, il Nucleo operativo dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e la Soprintendenza archeologica per la sempre positiva collaborazione con la città di Anzio. Stiamo lavorando per il ‘Rinascimento culturale' della nostra città: siamo soltanto all'inizio ma, entro l'anno, contiamo di avviare i lavori per l'ampliamento del Museo archeologico e per i nuovi uffici museali. L'attuale edificio della polizia locale ospiterà il nuovo Museo dello Sbarco, con il parco di Villa Adele che, nel suo insieme, rappresenterà il nuovo polo culturale della città. Entro la fine del mandato ho assunto l'impegno di avviare i lavori per il recupero del Paradiso sul Mare».

Accanto a lui c'erano la soprintendente Margherita Eichberg, la responsabile di zona Gemma Carafa Jacobini e Rossella Zaccagnini; per il Nucleo operativo carabinieri tutela patrimonio culturale - Sezione archeologia - sono intervenuti il maggiore Paolo Salvatori e il brigadiere capo Aniello Celentano.

«Le opere d'arte recuperate, tra le quali una testa di toro e una di cavallo, sulle quali è stata effettuata l'analisi di termoluminescenza per verificarne l'autenticità - si legge in una nota -, sono in mostra al museo ed entrano ufficialmente a far parte del patrimonio archeologico della città di Anzio».