21.05.2019 - 12:00
Si deciderà oggi davanti al giudice Buonocore del Tribunale di Roma la storiaccia del progetto per la realizzazione della metro leggera e relativa liquidazione dell'incarico conferito alla società «Via Ingegneria» che l'ente non ha mai pagato. Questa mattina sarà sentito nuovamente, l'ingegner Giuseppe Croce, il consulente tecnico d'ufficio incaricato di verificare se la richiesta della società è legittima e congrua. In specie i giudici dovranno sciogliere la riserva sulla richiesta di risarcimento danni dal prolungamento del vincolo contrattuale e la somma richiesta è pari a poco meno di 3,5 milioni di euro; la seconda riserva riguarda le prestazioni cosiddette extracontrattuali pari a 407mila euro e la terza riserva è riferita ai danni per il mancato rilascio del certificato di regolare esecuzione delle prestazioni pari a 439mila euro. Questa storia è la coda velenosa dell'incredibile caso metro, l'opera mastodontica che non è stata realizzata ma per la quale, quasi certamente ormai, il Comune dovrà pagare perlomeno il progetto e la somma in ballo è tutt'altro che irrilevante, 4,3 milioni di euro, destinati a diventare un debito fuori bilancio. Il consulente tecnico aveva già concluso per la legittimità delle richiesta poiché la progettazione fu affidata quando l'opera sembrava imminente e comunque la sua mancata costruzione non può essere addebitata ai progettisti. Il contenzioso tra Via Ingegneria, rappresentata dagli avvocati Arturo Cancrini e Laura Fioravanti, e Comune di Latina, difeso dagli avvocati Francesco Di Leginio e Francesco Cavalcanti, è sempre stato a rischio, tanto che in un primo momento si era optato per una soluzione arbitrale e la proposta finale conteneva una accordo su somme molto inferiori all'attuale emersa in sede giudiziale. L'accordo con arbitro però non fu eseguito dall'ente perché nel frattempo sono cambiate le amministrazioni e c'è stato anche un periodo di commissariamento, quello del 2015.
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