Dapprima una serie di richieste reiterate per un'amicizia Facebook. Poi le minacce, diventate sempre più pesanti ed esplicite. Finché due donne di Fondi, spaventate, non hanno deciso di rivolgersi alle forze dell'ordine. Ne è così nata un'attività di indagine che, una volta conclusa, ha portato ieri al rinvio a giudizio disposto dal gup nei confronti di un'altra donna del posto (classe 1975). È chiamata a rispondere del reato di stalking in concorso con una persona rimasta ignota.
I fatti sono andati avanti fino all'estate del 2017. Come ricostruito dagli investigatori e dalla Procura, l'imputata avrebbe contattato le due donne indicate come persone offese nel procedimento penale con profili finti. «Buongiorno... che ne dici se mi ridai di nuovo la tua amicizia su fb... se non lo farai io sarò la vostra ombra e vi perseguito da per tutto... ok spero che lo farai grazie e buona giornata». E ancora: «Secondo me tu fai il doppio gioco così io esco fuori binario o con le parole o con altro così poi da potermi denunciare... così poi non ti rompo più le scatole giusto ma sappi anche se tu mi denunciassi non mi fanno nulla o molti amici poliziotti e carabinieri ci verresti solo a perdere ok». Poi messaggi ancora più espliciti inviati a casa delle due presunte vittime, redatti da una persona rimasta ignota. Si trattava di un messaggio intimidatorio col disegno di una donna impiccata e la frase: «La prossima volta salta la tua auto in aria bum anonimo».
Una situazione che - sostiene la pubblica accusa - ha ingenerato nelle due persone offese ansia e paura facendo temere loro per la propria incolumità e alterando le loro abitudini di vita. Elementi che, appunto, configurano il reato di stalking ora contestato. Al termine dell'udienza preliminare, il gup ha deciso per il rinvio a giudizio. Ora prenderà il via la fase dibattimentale.