Niente risarcimento dal Comune di Sabaudia e dalla compagnia assicurativa per due morti per annegamento avvenute nell'estate del 2003 sul litorale pontino. I ricorrenti, dopo il "no" incassato in primo e secondo grado, hanno infatti rinunciato al ricorso per cassazione. Pertanto il giudizio è stato dichiarato estinto. Una vicenda giudiziaria che si chiude dopo sedici anni. I familiari delle due vittime trascinarono in tribunale il Comune ritenendolo responsabile per non aver posizionato sulla spiaggia libera la segnaletica e per assenza del servizio di salvataggio, limite acque sicure e limite di acque riservate alla balneazione. I giudici di primo e secondo grado hanno però respinto il ricorso evidenziando che le due vittime erano state sorprese da forti correnti di risacca aggravate dalla particolare conformazione del fondale marino. Oltre a ciò, una delle due avrebbe «ignorato le norme di normale prudenza» che sconsigliavano «di introdursi in acqua con mare mosso, tanto più presso una spiaggia a lui ignota per non averla mai frequentata». Contro queste motivazioni, in prima battuta, era stato proposto ricorso in Cassazione, al quale, però, successivamente le parti hanno rinunciato. Vicenda giudiziaria chiusa, quindi, senza alcun risarcimento.