Sono stati dissequestrati gli apparati informatici che erano finiti sotto sequestro nell'ambito dell'operazione Commodo che aveva portato alla scoperta di un giro di caporalato in provincia di Latina.  E' quello che è emerso ieri nel corso dell'incidente probatorio che si è svolto in Tribunale a Latina davanti al giudice Mario La Rosa e al pubblico ministero Valerio De Luca. In aula era prevista la testimonianza del consulente tecnico in merito all'analisi dei telefoni cellulari, degli apparati informatici dei tablet e di altro materiale e il collegio difensivo degli imputati ha chiesto il dissequestro dopo che è arrivato anche il parere favorevole da parte della Procura il giudice si è pronunciato con il dissequestro. L'inchiesta dopo che si è concluso quest'ultimo step investigativo in fase di indagini preliminari è dunque al giro di boa. Era stata la Procura a chiedere l'incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza di alcuni braccianti agricoli che secondo l'accusa venivano sottopagati per lavorare nei campi. Quello in programma ieri era l'ultimo esame ma sui telefoni degli indagati. Adesso la parola passa alla Procura e non è escluso che alla luce di quello che è emerso in fase di indagini preliminari a partire anche dalla conferma dell'impianto accusatorio da parte del Tribunale del Riesame, non venga richiesto il giudizio immediato