l corpo della donna è stato riesumato. Adesso probabilmente entro la fine dell'estate arriveranno i risultati dell'autopsia per fare piena luce sulle cause della morte di una donna, deceduta in circostanze tutte da chiarire. Le indagini affondano le radici ad una inchiesta che risale all'agosto del 2018 nella notte tra il 2 e 3 quando era stato arrestato un giovane di 28 anni, V.C., queste le sue iniziali, residente a Latina, accusato di aver cercato di uccidere la zia mentre stava dormendo. Il ragazzo che soffre di diversi problemi psichici e che condivide la camera da letto con la donna, secondo quanto ricostruito aveva messo le mani al collo della donna che però di fronte al pericolo aveva reagito e si era salvata dando l'allarme.  Era stato soltanto l'ultimo episodio che aveva che aveva suscitato un profondo allarme tra le mura domestiche. Ma questi episodi avevano alimentato un atroce sospetto sul ragazzo che soffre di problemi psichici e a quanto pare di un disturbo di personalità a causa anche dell'abuso di alcol. La Procura sta cercando di fare piena luce sulla morte della donna avvenuta il 19 giugno del 2018 quando era stato proprio il nipote della donna aveva annunciato ai familiari la morte della nonna mentre dormiva con lui. E sul corpo erano state trovate delle tracce di violenza sul collo. Alla luce di questo il pm aveva disposto la riesumazione del corpo, l'esame è stato condotto dal medico legale Cristina Setacci e il magistrato Giuseppe Miliano ha nominato un anatomopatologo Alessandro Mauriello e il collegio di periti consegnerà i risultati per fare piena luce sulle cause della morte. Le indagini erano state condotte dai carabinieri della Compagnia di Latina e avevano portato all'arresto del ragazzo. Una tristissima storia familiare dai risvolti atroci. Ed è quello che era emerso anche dai racconti dei familiari del ragazzo, dalle dichiarazioni che erano state messe a verbale era emersa una situazione di disagio estremo e anche di violenza. La zia infatti era stata picchiata già in un'altra occasione e aveva subito una aggressione simile in passato. Anche i genitori del ragazzo avevano dovuto fare i conti con la violenza di V.G., che in un caso al termine di una discussione molto animata, aveva tentato di colpire il padre utilizzando un forcone e il genitore era stato costretto alle cure dello staff del Santa Maria Goretti di Latina. In un'altra circostanza invece il 28enne aveva anche impugnato un coltello ma era stato fermato in tempo dal fratello proprio mentre si stava scagliando contro la madre. Adesso la parola spetta ai medici legali che depositeranno le conclusioni a cui sono arrivate. In passato il ragazzo era stato ricoverato anche in alcune strutture fuori provincia ma alla fine il suo quadro clinico è sensibilmente peggiorato.