Erano vicini ma non si sono praticamente mai incrociati con lo sguardo. Prima è finito l'esame di Paolo Barberini, poi è iniziato il suo, quello di Rosanna Izzi, imputata anche lei nella bancarotta della Midal spa. La deposizione è stata lunga. «Decideva tutto lei», riferito alla Izzi è stata una delle frasi di Barberini che si è presentato anche questa volta in maniera impeccabile: abito e cravatta, parole fluide e sempre molto preciso e circostanziato. «Ho usufruito dello scudo fiscale nel 2009 e ho messo i miei soldi a disposizione della società come garanzia», ha detto. Rosanna Izzi ha parlato per almeno due ore rispondendo sia alle domande del pm Andrea D'Angeli che a quelle del collegio difensivo. Indossava una camicia scura, neanche un filo di trucco, occhiali, molto diversa rispetto all'unica foto sua disponibile. «Non avevo contezza della situazione, firmavo i bilanci ma la situazione non la conoscevo nel dettaglio. Mi fidavo - ha detto nel corso del suo esame - una volta ricordo che ad un certo punto arrivò l'ufficiale giudiziario che chiedeva 130mila euro per dei contributi non versati, il ragioniere mi disse che non era niente e che eravamo pieni di debiti». La Izzi inoiltre ha ribadito che non conosceva i conti. «I premi ai fornitori? Non mi sono mai interessata e anche nei consigli di amministrazione nessuno mi ha mai spiegato come funzionavano, era Barberini che faceva il bilancio, io mi fidavo di lui». Il processo è stato rinviato a febbraio.