Ceduta come oggetto sessuale agli amici da quello che doveva essere il suo fidanzato, il processo entra nel vivo del dibattimento. E' stata depositata ieri mattina e acquisita agli atti del processo una dettagliata relazione dei periti che hanno ascoltato e raccolto le confidenze della povera ragazza. Lei oggi ha 36 anni. E' una ragazza di Aprilia che all'epoca dei fatti, che si sarebbero verificati tra agosto e dicembre del 2011, aveva iniziato da qualche tempo una relazione con un giovane concittadino (non a processo). Era legata da un sentimento forte a quel ragazzo che, però, si sarebbe approfittato della disabilità della fidanzata. Il racconto fatto dalla vittima vuole l'inizio dell'incubo collocato nel pomeriggio di un giorno di agosto. Si trovava al Parco di via dei Mille, oggi intitolato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Qui mentre si trovava con il proprio fidanzato, è stata raggiunta da un amico di quest'ultimo, un soggetto già noto alle cronache per diversi reati, in particolare rapina, commessa addirittura con il padre - e proprio il padre tornerà più avanti nella vicenda - che l'avrebbe minacciata di morte, di fronte al suo fidanzato, e le avrebbe intimato di avere un rapporto sessuale orale con lui. Sempre secondo il racconto della vittima, il fidanzato non avrebbe mosso un dito, anzi si sarebbe allontanato lasciando "campo libero" al molestatore. Oltre a padre e al figlio, avrebbero avuto rapporti con lei, sempre al parco di via dei Mille, anche altri due giovani. La vittima ha ammesso di non essere mai stata costretta con la forza, ma di aver sempre accettato per paura che facessero del male a lei e soprattutto al suo "amore". Si torna in aula il 28 aprile.