Una task force che ha visto impegnati agenti della Polizia locale, carabinieri del Nas, della Forestale e ancora tecnici del Comune, dell'Arpa, della Provincia, ieri mattina intorno alle 10 si sono presentati in almeno tre aziende di via del Commercio per una ispezione dei canali e delle condotte di scarico. Un sopralluogo necessario a cercare di risalire agli autori degli sversamenti illeciti di liquami nel fosso Carrocetello, il canale che attraversa tutta Aprilia e arriva alla zona industriale. Bisogna sottolineare che l'ultimo episodio sospetto era avvenuto circa tre giorni fa, ieri mattina le acque del fosso erano praticamente limpide. Ma i ripetuti casi, le continue denunce dei residenti e del comitato di quartiere, ha spinto le forze dell'ordine e le istituzioni ad attivarsi, oramai da diverso tempo. Ci sono almeno due fascicoli di inchiesta che riguardano gli sversamenti nel Carrocetello. Procedimenti che dovranno essere necessariamente unificati. Per questo - forse - ieri mattina il gruppo interforze ha effettuato i controlli in zona industriale. Sono stati ispezionati tutti gli impianti di scarico di almeno tre aziende, tutti i tombini che sono stati trovati, tutti i pozzetti di ispezione. Si è anche deciso, proprio per essere sicuri prima di puntare il dito contro una o l'altra azienda, di coinvolgere anche il gestore del servizio idrico, Acqualatina, per una ispezione video, con droni o telecamere, della condotta di scarico incriminata a cui, in teoria, sarebbe allacciata una sola ditta - quella a cui, nel recente passato, erano anche stati elevati verbali per 40 mila euro e imposte alcune prescrizioni -, ma che potrebbe essere stata usata anche da qualcun altro. In questo caso dovrebbero potersi trovare i segni dell'allaccio non previsto. Insomma si vuole essere sicuri perché la questione non è solo molto delicata, ma anche grave. Sia dal punto di vista della salute - i liquami potrebbero essere arrivati molto a valle e aver contaminato campi e colture - sia dal punto di vista economico dato che i reati che potrebbero essere contestati prevedono, oltre alla sospensione dell'attività, il sequestro e finanche la confisca. Certo è che la popolazione della zona - e non solo - attende di sapere chi è che, nottetempo e a volte anche di giorno, si arroga il diritto di agire in barba a tutte le norme a tutela di ambiente e salute.