Sono finiti in carcere i due uomini di Pomezia, di 45 e 54 anni, che a maggio del 2018 avevano tentato una rapina all'interno di un negozio del centro città che si occupa della vendita di oggetti usati.

In particolare, al termine di indagini piuttosto approfondite, i carabinieri del Nucleo operativo della locale Compagnia - agli ordini del tenente Martina Botti - hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Velletri per le ipotesi di reato di rapina aggravata e lesioni personali aggravate.

I fatti, come detto, risalgono a 14 mesi fa e la coppia, col volto travisato e con una pistola in pugno, era entrata nel negozio minacciando i dipendenti per farsi consegnare l'incasso di giornata.

A quel punto, il titolare del negozio, provando a disarmare i due malviventi, ha ingaggiato con loro una colluttazione ed è poi stato colpito alla testa con il calcio della pistola.

«I due rapinatori, senza riuscire ad asportare nulla, si sono quindi dati a una precipitosa fuga - hanno evidenziato i carabinieri -, dopo aver indirizzato l'arma verso il titolare a scopo intimidatorio».

Chiaramente, oltre ai rilievi sul posto poco dopo l'accaduto, le indagini dei carabinieri hanno portato alla visione di diversi filmati della videosorveglianza, ma hanno anche visto la comparazione biologica dei reperti svolta dal Ris di Roma.

Accertamenti, questi, che hanno consentito di identificare i due rapinatori e di arrestarli.