Le difese si sono giocate il tutto per tutto con il ricorso che nei giorni scorsi, il 17 luglio, è stato discusso davanti ai giudici della Corte di Cassazione che potrebbero mettere un punto definitivo sulla vicenda dei fallimenti pilotati in Tribunale. L'inchiesta della Squadra Mobile di Latina nel marzo del 2015 aveva portato ad una serie di arresti e alla scoperta di uno scandalo molto fragoroso e dalle proporzioni inimmaginabili che si era sviluppato su diversi fronti e aveva coinvolto imprenditori e poi anche professionisti. Nei confronti degli imputati che avevano patteggiato la pena in Tribunale a Perugia (competente per i reati che riguardano i magistrati) e che rischiano di finire in carcere, era stato presentato ricorso da parte del collegio difensivo per le posizioni di tre commercialisti che erano stati processati dal giudice Piercarlo Frabotta e avevano scelto la strada del patteggiamento in merito alle accuse di corruzione con pene che variano da un minimo di tre anni ad un massimo di tre anni e otto mesi di reclusione.  L'appuntamento davanti ai magistrati della Suprema Corte infatti è decisivo sotto diversi aspetti.