Fino a ieri sera soltanto un professionista ammetteva di aver ricevuto la notifica, ma sarebbero almeno quaranta gli incarichi revocati, tutti relativi a procedure concorsuali: la mano del Tribunale di Latina si è abbattuta pesante sui protagonisti del caso del fallimento Quadrifoglio e della vendita delle quote della Circe srl.
Il giudice Caterina Chiaravalloti e i colleghi del Tribunale hanno dato seguito alla preannunciata intenzione di ricondurre nell'ambito più corretto, quello del rapporto fiduciario, il sistema dell'attribuzione degli incarichi per i fallimenti e per le procedure concordatarie.
Da ieri i professionisti coinvolti nell'ultima vicenda giudiziaria attinente i fallimenti possono ritenersi privati del lavoro che svolgevano a stretto contatto con i giudici della sezione fallimentare del Tribunale. E per qualcuno di loro, specializzato nella materia concorsuale, la batosta sarà particolarmente dura. Vedersi sottrarre qualche decina di incarichi potrebbe mettere in serio pericolo la stessa tenuta dell'attività professionale. Una mazzata.
E se è vero che è possibile proporre reclamo contro un decreto come quello fatto recapitare ieri, è altrettanto vero che nel caso di specie si tratta di rapporti fiduciari tra il Tribunale e i professionisti, e dunque revocabili qualora venga meno il presupposto alla base del rapporto. Il Presidente Chiaravalloti era stata esplicita già nell'avviso di convocazione dei professionisti per metterli al corrente dell'avvio del procedimento che poteva culminare con le revoche degli incarichi: «Considerato che all'esito di notizie di stampa si è appreso di una indagine della Procura della Repubblica nei confronti di taluni professionisti di Latina, con avvenute perquisizioni con riferimento ad alcune procedure fallimentari per i reati di turbativa d'asta e falsità ideologica, abuso d'ufficio e rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio...», insomma quanto basta per giustificare ampiamente il venir meno del rapporto fiduciario con i professionisti coinvolti nell'inchiesta. Ed ecco ieri il via ai decreti di revoca degli incarichi. A chi finiscono adesso gli incarichi revocati? Le procedure fallimentari e quelle concordatarie non possono rimanere orfane di curatori e commissari, neppure per un giorno, e quindi contestualmente alle revoche debbono essere notificate anche le surroghe. I nuovi incarichi verranno distribuiti ad altri professionisti del circondario pontino, oppure si ripete la scelta di campo dell'ex Presidente Pandolfi, che all'indomani dello scandalo Lollo aveva trasferito i fascicoli fallimentari a professionisti di Napoli?