I rischi per l'incolumità di madre e figlia ormai erano diventati concreti. L'ultimo episodio di violenza, lo scorso mese di maggio, ha convinto la donna a denunciare tutto alla polizia e successivamente la procura a chiedere una misura restrittiva. Così ieri, con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, un uomo di Fondi di 35 anni è stato arrestato dalla polizia del locale commissariato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Latina Giorgia Castriota.

L'esito già scritto di un inferno che andava avanti da tempo per la coppia, lei 26enne che in diverse circostanze si era rivolta alle forze dell'ordine in quanto era stata aggredita dal compagno anche alla presenza di altre persone ed in particolar modo, della loro figlia di 4 anni. Una relazione durata per diversi anni.. Ma le intemperanze di lui,  ben noto ai poliziotti del Commissariato in quanto gravato da precedenti di polizia, erano sempre più frequenti, moti di ira, instabilità emotiva, complice una dipendenza da sostanze stupefacenti che spesso gli faceva perdere il controllo fino a procurare danneggiamenti e come se non bastasse di percosse, schiaffi e calci, costringendo la donna talvolta a ricorrere alle cure dei sanitari dell'Ospedale di Fondi. L'uomo aveva anche iniziato a pretendere dei rapporti sessuali contro la volontà della donna, che per diverso tempo ha resistito, evitando anche di denunciare il compagno ma alla fine, lo scorso mese di maggio, ha deciso di non voler più andare avanti e si è rivolta al commissariato.

L'uomo non riuscendo a farsi una ragione dell'allontanamento, continuava a perseguitare la donna, arrivando addirittura ad aggredire i suoi stessi famigliari che, resisi conto della alterata condizione psicofisica dell'uomo, si preoccupavano di difendere la giovane e la piccola figlia, dalle violenze del loro congiunto. Nonostante i numerosi interventi degli Agenti di Polizia, il 35enne non ha mai cambiato il suo atteggiamento. Qualche giorno fa, l'escalation: si è presentato presso l'abitazione dei genitori della sua compagna sfondando a calci la porta della loro abitazione e solo grazie all'intervento di alcune persone presenti, non è riuscito ad aggredirla nuovamente. Quindi non potendola avere materialmente a tiro, la minacciava con diversi messaggi telefonici ed in uno di questi, le scriveva che avrebbe "affogato nella piscina" la loro bambina se non fosse ritornata a vivere con lui.

Ora l'uomo, su disposizione del gip Castriota, è in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Difeso dall'avvocato Arcangelo Peppe, sarà sottoposto all'interrogatorio di garanzia.