A distanza di quasi 29 anni dalla scomparsa dell'ex sottufficiale della Marina militare e perito elettronico Davide Cervia, lo Stato italiano avvia il procedimento volto all'istituzione di una commissione speciale d'inchiesta su quello che a tutt'oggi è uno dei casi più spinosi delle cronache nazionali.

A darne notizia è stato il Corriere delle Sera, che ha riportato anche la lettera con cui il Consigliere militare del presidente del Consiglio dei ministri - l'ammiraglio di squadra Carlo Massagli - ha scritto a Marisa Gentile (la moglie di Davide, ndr) in nome e per conto del premier Giuseppe Conte al fine di comunicare la notizia. La missiva arriva dopo una lettera che la moglie di Cervia, il 28 aprile scorso, aveva inviato a Conte per chiedergli un impegno nella vicenda riguardante quello che è sempre stato definito un "Mistero di Stato", anche alla luce della condanna del ministero della Difesa per aver negato il diritto alla verità ai familiari di Davide e, in special modo, alla moglie Marisa e ai figli Daniele ed Erika. «Il presidente del Consiglio - scrive l'ammiraglio Massagli - mi incarica di comunicarle che il ministro della Difesa ha recentemente sottoposto alle valutazioni della IV commissione Difesa della Camera dei Deputati la possibilità di promuovere l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare che possa finalmente contribuire - con tutti gli incisivi strumenti a sua disposizione - a far luce sulle circostanze ancora oscure che riguardano la vicenda del suo consorte».

Insomma, un passo in avanti deciso, che proprio il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta (veliterna anche lei, ndr) aveva promesso ai Cervia in occasione dell'incontro durante cui aveva consegnato a Marisa, Daniele ed Erika il simbolico euro di risarcimento dello Stato, annunciando la rinuncia a impugnare la sentenza civile che condannava il dicastero da lei diretto.

La lettera, tra l'altro, nella sua conclusione fissa un altro punto importante per la vicenda generale: «Nel ribadire il saldo sentimento di vicinanza che lega la Presidenza del Consiglio alla sua famiglia - conclude l'ammiraglio -, le esprimo i sensi della più alta considerazione per l'impegno da lei profuso nella ricerca delle cause della scomparsa di suo marito».

Insomma, un vero punto di non ritorno, che stavolta pare davvero impegnare lo Stato nella risoluzione di un caso che si trascina da quasi 29 anni.