Aveva tentato di uccidere la ex a quanto pare per una questione di gelosia. E' questo il movente che aveva spinto Costantino Di Silvio, conosciuto come Pesce ad aprire il fuoco all'indirizzo della moglie con cui era separato da dieci anni. La donna si era salvata e per l'uomo dopo una operazione lampo della polizia erano scattate le manette. Adesso dopo che a gennaio è arrivata la condanna in primo grado a otto anni di reclusione, i legali dell'imputato, gli avvocati Giuseppe Lauretti e Maria Antonietta Cestra, hanno impugnato la condanna ed è stato fissata la data del processo in Corte d'Appello a Roma. Il via è fissato per il prossimo 11 ottobre.  Una volta che sono state depositate le motivazioni della sentenza da parte del giudice del Tribunale Giorgia Castriota, la difesa ha scelto di presentare il ricorso. L'imputato aveva scelto il rito abbreviato, un giudizio previsto dal codice che permette di beneficiare della riduzione di un terzo della pena sulla base degli elementi che sono stati raccolti.