Un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti potrebbe sorgere nella zona dei Cinque Archi, a Velletri, a poca distanza dal confine con Aprilia e Cisterna.

Una società, infatti, ha presentato un progetto per realizzare un'infrastruttura che tratti i rifiuti agricoli per poi produrre del biometano: l'impianto potrebbe sorgere in via Colle San Clemente e l'iter per ottenere le autorizzazioni del caso ha preoccupato sia il Comune di Velletri che gli agricoltori del territorio.

«Guardiamo con favore allo sviluppo determinato dall'economia circolare - ha sottolineato, nelle scorse ore, l'assessore all'Ambiente di Velletri Francesca Argenti -, ma siamo anche vigili affinché le proposte che interessano il territorio di Velletri siano delle vere eccellenze e che apportino solo miglioramenti e non disagi per i cittadini. Abbiamo già presentato osservazioni e lavoriamo per il diniego al progetto come abbiamo fatto per la mega Antenna di 70 metri sul monte Artemisio».

Le ha fatto eco il consigliere Valter Bagaglini: «L'amministrazione comunale, nel rispetto della normativa, sta seguendo puntualmente l'iter della richiesta pervenuta da una società e metterà in atto tutti gli strumenti per tutelare il territorio».

Toni più forti, invece, vengono utilizzati dal presidente dell'Aspal, Stefano Giammatteo: «Ricordiamo, per l'ennesima volta, che la legge nazionale prevede di non realizzare impianti industriali, di qualsiasi tipo, in zone considerate agricole di estremo pregio - spiega il presidente insieme al direttivo dell'Aspal -. Chiediamo al più presto un Consiglio comunale straordinario per spiegare in maniera più dettagliata alla cittadinanza di che tipo di progetto si tratta con precisione».

Non è tutto: «Auspichiamo che, oltre a un comunicato stampa già presentato dall'amministrazione comunale per esprimere la propria contrarietà a questo progetto di biometano, arrivi presto anche una delibera di Consiglio, con la quale il comune di Velletri possa esprimere la propria contrarietà anche a quest'altro tipo di progetto, per poi inviare il tutto alla Regione Lazio, nel più breve tempo possibile, onde evitare brutte sorprese. Il nostro territorio agricolo di pregio non può essere messo in pericolo».