Ha offerto una ricostruzione dei fatti diversa rispetto a quella che ha portato al suo arresto. Di conseguenza, il giudice ha disposto ulteriori attività investigative per accertare se quanto dichiarato corrisponda al vero e, al contempo, ha posto l'indagato agli arresti domiciliari, non prima di aver annullato la parte del provvedimento a suo carico relativa all'uso delle armi.

Sono queste le novità emerse rispetto all'estorsione e alle lesioni personali che hanno portato all'arresto di un 75enne di Aprilia che, venerdì scorso, è stato bloccato dai carabinieri della Compagnia di Pomezia in quanto ritenuto essere l'autore di alcune minacce nei confronti di due prostitute con cui aveva consumato un rapporto sessuale nella zona di Santa Palomba, al confine fra Roma e Pomezia.

Difeso dagli avvocati...

Aveva concordato una prestazione sessuale di un paio d'ore con due "lucciole" e dovevo consegnare loro, all'esito del rapporto, 150 euro ciascuna. Nel momento di pagare, però, ha imbracciato un fucile e un coltello da cucina, minacciando le ragazze per cercare di non consegnare loro il denaro.

E' questo quanto avvenuto nella zona di Santa Palomba, al confine fra Roma e Pomezia, con un uomo di 75 anni di Aprilia che, alla fine di tutto, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della Compagnia di Pomezia per le ipotesi di reato di estorsione e lesioni personali aggravate dall'uso delle armi.

Tutto è successo nel weekend, in particolare fra le 10 e le 12 di venerdì scorso: l'uomo ha raggiunto la zona industriale dove notoriamente è possibile trovare le prostitute, concordando prestazioni e prezzi con due ragazze d'origine romena, classe 1990 e 1992: poi, dopo averle fatte salire su un furgone, ha raggiunto una zona appartata di Roma, in via della Stazione di Pavona, e ha consumato i rapporti sessuali con loro.

Nel fare ritorno verso Santa Palomba, però, l'uomo ha accostato e ha messo in atto le minacce: una delle due ragazze, però, è riuscita a fuggire, mentre l'altra si è vista puntare contro il fucile con tanto di colpo in canna, con l'uomo che chiedeva di chiamare l'amica per farla tornare. La giovane è stata anche spintonata e strattonata.

L'altra "lucciola", dal canto suo, è riuscita a chiamare i carabinieri, con il personale coordinato dal tenente Martina Botti e al comando del capitano Luca Ciravegna che ha intercettato il furgone, liberato l'altra ragazza e bloccato l'uomo. L'apriliano, alla vista delle divise, non ha opposto alcuna resistenze ed è stato arrestato.

Le due giovani sono state accompagnate al Pronto soccorso della clinica Sant'Anna di Pomezia, dove hanno ricevuto due e cinque giorni di prognosi per le ferite riportate.

di: Francesco Marzoli