Un lungo interrogatorio, poi la conferma della misura restrittiva degli arresti domiciliari, per Antonio C. , l'anziano che è stato trovato in possesso di un imponente archivio di materiale pedopornografico composto da migliaia di file contenenti immagini e video amatoriali.
L'uomo ieri mattina è stato sentito dal giudice delle indagini preliminari Giorgia Castriota che nel pomeriggio ha confermato i domiciliari vista la gravità delle accuse contestate. Gli arresti domiciliari erano stati chiesti dalla Procura dopo che la polizia aveva rinvenuto e sequestrato il materiale. L'indagine è iniziata con una segnalazione per «comportamenti ambigui tenuti dall'indagato in pubblico, anche». Antonio C., il 74enne di Terracina poi arrestato, era stato notato mentre osservava dei ragazzini ed è possibile che cercasse qualche contatto con loro. E' stato questo elemento a convincere il sostituto procuratore Martina Taglione a disporre la perquisizione domiciliare da cui in seguito è emerso l'archivio con le foto che hanno aperto il filone della pedopornografia coltivata su internet. Per Antonio C. le accuse sono pesanti proprio per l'entità del materiale sequestrato e perché sussiste tuttora l'ipotesi che l'anziano possa essere collegato ad una vera e propria rete di pedopornografia. Ma soprattutto resta da capire come si sia procurato quel materiale e chi ha girato i video amatoriali, se lui stesso, persone di sua conoscenza o le abbia «semplicemente» recuperate o acquistate su internet.