A Roma e Bologna le hanno già dichiarato guerra, a Latina è sbarcata dentro un congruo numero di contratti pubblici e privati per salvare un gruppo economico in difficoltà. Di chi si tratta? Di una società che fornisce due tipologie di servizi, una parte destinata alla sicurezza nei locali e una parte alla somministrazione di camerieri e cuochi in una catena di ristorazione.
Nessuno di questi operatori ha un contratto di categoria e le discordanze riscontrate in busta paga sono emerse per la prima volta nel ricorso di uno dei cuochi, il quale ha dichiarato di essere stato assunto, o meglio chiamato a lavorare, con un contratto «scontato» cioè fatto attraverso la cosiddetta somministrazione quando sia gli orari che la tipologia delle prestazioni avrebbero dovuti essere inquadrati con un rapporto di lavoro dipendente.
Questa storia sarebbe stata soltanto l'ennesima nel mondo assai diffuso del precariato in provincia di Latina (e anche altrove) se il primo settembre scorso non fosse arrivata la prima segnalazione all'Ispettorato del lavoro sull'utilizzo di «cuochi somministrati» da parte di un'importante catena di ristoranti con sede anche in città.