Potrebbero essere presto riaperti alcuni locali posti al piano terra (rialzato) dell'ex Divina Provvidenza di Nettuno.

Alla vigilia di Ferragosto, infatti, il dirigente dell'Area tecnica del Comune di Nettuno ha affidato l'incarico a una ditta di Anzio per adeguare il ponteggio installato a protezione di pedoni e veicoli in transito a ridosso del palazzo, fornendo un portale per il passaggio delle persone e il relativo montaggio in corrispondenza dell'accesso all'immobile di via San Benedetto Menni 2, ossia l'ingresso all'edificio dal quale un tempo si raggiungevano gli uffici della Asl.

La decisione, che costerà all'ente 2.500 euro, è arrivata a distanza di diversi mesi dallo sgombero dei locali e dal trasferimento del Centro anziani "Franco Romani", con la sola Parrocchia Santa Barbara rimasta all'interno dell'ala ovest dell'edificio nell'unica parte risultata idonea a ospitare persone. In questo periodo, però, dai tecnici incaricati dal Comune sono stati effettuati alcuni accertamenti all'interno dei locali, con tanto di apertura degli spazi che non risultavano ispezionabili e con la sostituzione di grate e serrature al fine di evitare possibili ingressi non autorizzati.

Ed è in tale contesto che è emerso come alcuni locali posti al piano terra (rialzato) dell'ala di via Menni - anche se al momento non viene specificato quali siano - potrebbero essere nuovamente affidati dal Comune a terzi: «A seguito della rimozione delle grate e della sostituzione delle serrature e a seguito di ulteriori sopralluoghi e accertamenti nei locali successivamente aperti - si legge nella determina - sono state individuate alcune stanze al piano terra rialzato (ingresso incrocio via San Benedetto Menni e via Gramsci) come possibili locali idonei solo dopo l'esecuzione di ulteriori verifiche e interventi». Poi, ulteriori accertamenti hanno fatto emergere come i lavori necessari a rendere utilizzabili gli spazi potrebbero essere «di modesta entità»: di conseguenza, occorreva disporre un adeguamento dei ponteggi per consentire l'accesso all'edificio.

Da capire, adesso, come si muoverà il Comune per l'assegnazione dei locali: innanzitutto, a sperare sono coloro che già erano nell'edificio prima dello sgombero, ossia le associazioni che sono state costrette a lasciare i loro spazi vitali. In più, andrà capito anche se il Centro anziani "Franco Romani" potrà far ritorno nella sua sede dopo lo spostamento temporaneo a San Giacomo. Infine, ma non per importanza, sarà interessante comprendere se il Comune voglia allargare la platea degli affidatari a soggetti che finora non erano ospitati nell'edificio.