A meno di un mese dall'avvio della prima udienza dibattimentale ancora non si conoscono le intenzioni dell'amministrazione Terra rispetto al «caso Gangemi-Forniti».
Il polverone suscitato dalla commissione Affari Generali nel 12 luglio nella quale si decise di "non decidere" (quasi bocciando e poi rimandando la scelta in merito alla costituzione in giudizio dell'ente), le polemiche successive che hanno visto i proponenti (Reti di Giustizia - Il Sociale contro le mafie e La Frusta Politica) e l'opposizione extra consiliare attaccare la coalizione civica, infine la retromarcia imbarazzata della giunta, avevano fatto pensare che la costituzione del Comune di Aprilia come parte civile nel processo fosse un atto quasi compiuto. O che quantomeno l'amministrazione fosse realmente interessata ad approfondire la questione. Anche perché era stato proprio il presidente della commissione Omar Ruberti nei giorni successivi ad affermare che: «durante la seduta abbiamo chiesto una verifica dei capi d'imputazione. E se sarà verificata l'aggravante del metodo mafioso, daremo il via libera alla costituzione». Una posizione che, seppur con sfumature diverse, è stata condivisa dal sindaco Antonio Terra e da gran parte dei consiglieri di maggioranza. Una maggioranza che, tranne qualche eccezione, non ha certo brillato per coraggio politico, conoscenza dell'argomento e acume nell'affrontare un caso così delicato e spinoso. Collezionando diverse figuracce.
Ma a distanza di due mesi tutto tace, la commissione che si sarebbe dovuta nuovamente riunire (su proposta del consigliere Domenico Vulcano) per un aggiornamento documentale non è stata più riconvocata, ma soprattutto ancora non si sa se il Comune di Aprilia ha provveduto a inoltrare la richiesta al Tribunale di Velletri per avere copia del fascicolo e dei capi di imputazione a carico di Sergio e Giampiero Gangemi, Patrizio Forniti e Mirko Morgani. I quattro, arrestati a giugno 2018 a seguito delle indagini condotte dalla Dda di Roma, sono accusati di tentato omicidio, estorsione e usura in concorso.
Ritardi e silenzi, quelli dell'amministrazione civica, che ogni giorno che passa diventano sempre più imbarazzanti e che alimentano il sospetto che la coalizione voglia far cadere nel dimenticatoio l'argomento. Anche perché, è giusto ricordarlo, non serve certo scomodare una nuova commissione per decidere come agire, visto che la competenza in materia è della giunta.
Eppure, a distanza di oltre 60 giorni, non si sa se gli uffici comunali hanno provveduto a richiedere la documentazione al giudice. Tutto ciò mentre la prima udienza dibattimentale del processo, fissata per il 12 ottobre, si avvicina e così anche il termine per costituirsi parte civile.