Gli ospedali "Riuniti" di Anzio e Nettuno stanno rischiando di perdere il reparto di Pediatria e, di conseguenza, anche quello di Ostetricia, che resterebbe operativo per la sola Ginecologia. Il tutto, con l'addio definitivo ai nuovi nati sul territorio del litorale romano, che da Torvajanica a Nettuno non avrebbe alcun punto nascite.

E' questo lo scenario che potrebbe divenire realtà da qui a qualche giorno, a causa della cronica carenza di pediatri che non consente più di coprire tutti i turni di servizio all'interno del presidio ospedaliero di via Casal di Claudia.

Una situazione incandescente, che ha portato tutto il mondo politico a chiedere una soluzione a strettissimo giro di posta.

I primi a parlare sono stati i sindaci di Anzio e Nettuno, Candido De Angelis e Alessandro Coppola: «Il problema, che stiamo affrontando con intensità da questa estate - hanno dichiarato - nasce non dalla volontà di chiudere il servizio, ma dalla difficoltà estrema a reperire personale medico qualificato per il settore pediatrico. Il direttore generale della Asl Mostarda, che sta offrendo la massima collaborazione, oggi si recherà all'ospedale Bambin Gesù per chiedere la disponibilità di medici pediatri pronti a lavorare nella struttura ospedaliera dei Comuni di Anzio e Nettuno. Le difficoltà di questa situazione non ci sfuggono e al contempo, certi della massima collaborazione dei vertici della Asl, siamo convinti in maniera assoluta che la chiusura del reparto di Pediatria non sia una via percorribile ed è un fatto a cui non assisteremo. I cittadini verranno prontamente informati degli esiti del confronto con la Asl, che siamo certi nel breve ci darà notizie positive per rassicurare i cittadini di Anzio e Nettuno sul proseguimento del servizio».

Anche in Regione sono arrivate le prime mosse: a parlare sono stati i consiglieri Aurigemma (Forza Italia), Palozzi e Ciacciarelli (Cambiamo) e Corrotti (Lega). «Abbiamo chiesto una convocazione urgente della commissione regionale sanità al fine di ripristinare la piena operatività dell'ospedale di Anzio» ha affermato Aurigemma. Gli hanno fatto eco Palozzi e Ciacciarelli: «Vogliamo esprimere la nostra assoluta contrarietà alla chiusura dei reparti di Pediatria e Ostetricia degli ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno. Un'ipotesi tragica, che sta preoccupando e non poco comunità e politica locale. Leggiamo con sconcerto, inoltre, che la causa principale risiederebbe nella difficoltà di trovare personale medico qualificato per il comparto pediatrico. Chiediamo, dunque, al presidente Zingaretti e all'assessore D'Amato uno sforzo ulteriore per la risoluzione positiva di una situazione che, al contrario, andrebbe a ridurre ancora di più l'offerta dei servizi in un territorio già messo pesantemente in ginocchio». «L'eventuale spostamento dei reparti di Ostetricia, oltre a quello di Pediatria, degli ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno a Velletri - ha invece spiegato Corrotti - rischia di peggiorare ancor di piu' l'offerta sanitaria locale e aggravare il carico di lavoro del Goretti di Latina».

A livello locale - con la questione che oggi terrà banco in Consiglio comunale ad Anzio - sono intervenuti in tanti. «Invitiamo i nostri sindaci e tutte le forze politiche a organizzarsi e mobilitarsi congiuntamente - hanno affermato i consiglieri della Lega di Nettuno, Alessandrini e Mazza, insieme all'assessore Roda -: sarebbe opportuno finalmente un Consiglio comunale congiunto e urgente». Sempre dalla Lega, l'intero gruppo consiliare e il coordinatore Maurilio Leggieri hanno spiegato che da lunedì potrebbe essere attivato un presidio permanente all'ospedale «per dire 'No' al continuo taglio di prestazioni e servizi che mette a rischio la salute dei nostri cittadini e dei nostri bambini».

Anche da Forza Italia di Nettuno si sono detti «sconcerrtati», mentre i consiglieri d'opposizione Federici e Alicandri hanno annunciato un vertice in Regione con la Asl per affrontare l'argomento in data odierna. Mancini e Sanetti, infine, sono stati risoluti: «Chiederemo ai sindaci di Anzio e Nettuno, a tutte le forze politiche e sociali, a ogni cittadino di mobilitarsi per agire con velocità e fermezza contro questa vergogna».

«Come MoVimento 5 Stelle - hanno invece dichiarato i consiglieri Mauro Rizzo e Luigi Carandente - non abbiamo perso un solo attimo: sin da subito abbiamo cominciato a lavorare in sinergia con i nostri deputati e consiglieri regionali: e proprio dalla Regione terremo informata la cittadinanza. Lavorare ad atti che producano fatti, questo è il senso del nostro agire, lontano anni luce da strumentalizzazioni vuote e proclami meramente elettorali. Lanciamo un appello a tutte le forze politiche che siedono in Consiglio comunale a Nettuno: sottoscrivete la nostra proposta di convocare un Consiglio comunale straordinario congiunto con il Comune di Anzio. Dai proclami si passi ai fatti».

Ad Anzio sono intervenuti diversi consiglieri d'opposizione con una nota congiunta: «La notizia appresa dalla stampa locale e confermata dagli stessi sindaci riguardo la chiusura dei reparti di Pediatria e Ostetricia è sconcertante - scrivono Brignone, Guain, Russo, Pollastrini e Giannino -. Ovviamente le competenze sulla sanità sono della Regione e ognuno di noi si sta mobilitando con i rispettivi interlocutori regionali, ma la politica locale non può limitarsi passivamente ad osservare lo smantellamento della sanità. Per questo motivo abbiamo protocollato una richiesta di convocazione urgente di Consiglio comunale congiunto con Nettuno per affrontare l'argomento».

Queste, invece, le parole dei consiglieri dell'Udc, Cafà e Palomba: «E' una notizia allarmante che investe tutta la comunità. I bambini non nasceranno più nei loro Comuni di appartenenza, ma a Velletri e non avranno un'assistenza adeguata in caso di necessità».