In attesa di capire cosa farà la Giunta guidata dal sindaco Antonio Terra, dal Comune di Pomezia arriva la notizia che il sindaco grillino Adriano Zuccalà e la sua Giunta hanno deciso di dare mandato agli uffici comunali e al dirigente preposto di individuare un legale che presenti la richiesta di costituzione in giudizio come parte civile lesa nel processo a carico di Patrizio Forniti, dei fratelli Sergio e Giampiero Gangemi e Mirko Morgani. La breve delibera afferma che «qualora accertati, i reati contestati agli imputati comporterebbero il diritto dell'Amministrazione comunale al risarcimento dei danni patrimoniali e non, subiti in conseguenza degli stessi». Poche righe in cui si spiega il motivo di tale scelta. D'altronde ai quattro imputati si contestano una serie di reati commessi ai danni di due imprenditori, uno di Aprilia, l'altro di Torvajanica, a cui sarebbero stati prestati 13 milioni di euro per tentare di salvare una importante azienda. Dal 2012 al 2016, secondo il quadro ricostruito dagli inquirenti, le due famiglie sarebbero state così vittime di una serie di intimidazioni, di minacce, di attentati, fino a quando uno dei due imprenditori non decise di fuggire all'estero (al momento risulta peraltro irreperibile). Le accuse per cui scattarono le manette nel giugno del 2018 sono tentato omicidio, usura ed estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. Le indagini effettuate dai carabinieri di Frascati e dai colleghi di Pomezia, con l'ausilio dei colleghi di Aprilia e sotto il coordinamento della Procura di Velletri e della Direzione distrettuale Anti Mafia di Roma, avrebbero accertato che a fronte dei 13 milioni ricevuti, i due imprenditori ne avevano restituiti 17, ma il gruppo ne pretendeva 25. Somme ingenti che sarebbero state richieste in vari modi. Si parla di incontri con noti esponenti della criminalità organizzata fatti partecipare per aumentare il timore delle vittime, proiettili in buste lasciate davanti alle abitazioni. Colpi di pistola, due granate fatte esplodere in giardino, fino all'assalto con un fucile d'assalto.
Reati che hanno colpito due famiglie molto note ad Aprilia e a Torvajanica e che probabilmente spingerebbero qualsiasi amministrazione a deliberare - come ha fatto Pomezia - la costituzione in giudizio. Non quella di Aprilia, che prima ha deciso di affrontare il discorso in una Commissione Affari generali in cui, solo apparentemente, sembrava prevalere una posizione contraria a tale passo. Poi però, più nulla. Il processo prenderà il via il 2 ottobre, c'è tempo naturalmente per decidere, ma questa attesa non fa alimentare i dubbi che ci sia una qualche corrente che, magari non del tutto contraria, potrebbe non essere del tutto convinta che "sia il caso" di costituirsi contro Patrizio Forniti, Sergio e Giampiero Gangemi e Mirko Morgani. Se così fosse, dovrebbero spiegare il motivo in modo chiaro.