Non ci sono soltanto gli oltre 4mila file pedopornografici sequestrati e divisi in perfetto ordine e in maniera quasi ossessiva. Nell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'anziano fermato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina insieme ai colleghi del commissariato di Terracina con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico, c'è anche altro. Da un lato c'è l'inchiesta della Procura di Roma competente per questo genere di reati, dall'altro per l'insospettabile anziano è aperta un'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Martina Taglione per violenza sessuale aggravata. La parte offesa è una minore disabile, vittima di violenza sessuale. A dare il via alle indagini era stato un bagnino che aveva assistito alle avances dell'uomo a pochissima distanza da una spiaggia e l'oggetto delle attenzioni morbose dell'uomo era stata l'adolescente e a quel punto erano scattati gli accertamenti condotti dai detective coordinati dal dirigente Giuseppe Pontecorvo che alla fine di agosto hanno portato all'emissione del provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari.