La polizia locale di Anzio, agli ordini del comandante Sergio Ierace, ha scoperto un autolavaggio totalmente abusivo e ne ha quindi disposto il sequestro.

In particolare, dopo la maxi operazione del 2018 che portò al sequestro di cinque attività similari privi di autorizzazione, anche stavolta gli accertamenti della Municipale sono partiti dal meccanismo con cui vengono aperti questi esercizi.

Il titolare, nello specifico, presenta la domanda di inizio attività all'ufficio Commercio, che non rilascia autorizzazioni; in più, invia una analoga comunicazione all'ufficio Ambiente e si dà inizio nei successivi 30 giorni all'esercizio comunicato. L'altra modalità è invece quella di procedere alla comunicazione di inizio attività all'ufficio Commercio richiedendo l'autorizzazione anche all'ufficio Ambiente per lo scarico, facendolo passare come scarico assimilabile a quelli domestici, quindi direttamente allacciabile alla rete fognaria comunale, senza alcuna ulteriore necessità di filtraggio dello stesso. Tra l'altro, entrambe le richieste spesso ricadono in locali tecnicamente non idonei a ospitare queste attività commerciali.

La cosa che risulta più eclatante è che il tutto contravviene a quanto previsto dalla vigente normativa che prevede l'associazione degli scarichi a quelli industriali, stante la quantità di agenti chimici e particelle contaminate dagli idrocarburi presenti negli stessi, oltre a prevedere che dette attività siano svolte in locali idonei, cioè destinate a questo tipo di attività.

In quest'ultimo caso, lo straniero extracomunitario che gestiva il locale aveva presentato le diverse comunicazioni senza ottenere alcuna autorizzazione; poi, dopo alcuni mesi dall'apertura, ha trasferito l'attività appena avviata a un altro connazionale, che alla verifica documentale ha presentato solo la voltura dell'attività senza alcuna autorizzazione allo scarico.

Di conseguenza, gli agenti diretti da Ierace hanno proceduto al sequestro d'iniziativa dell'attività, facendo salire a sei le attività poste sotto sequestro ora al vaglio degli uffici comunali preposti alle autorizzazioni, che dovrebbero emettere altrettanti provvedimenti di chiusura di questi esercizi commerciali.