Doveva starsene tra le mura domestiche a scontare la misura degli arresti domiciliari per una vicenda che lo vede coinvolto, ma ha preferito uscire e andarsene in un bar, nel pieno centro abitato del paese, per consumare un caffè. Protagonista della vicenda un 33enne di origini romene residente a Roccagorga, che nella mattinata di giovedì è stato nuovamente arrestato dai carabinieri della locale Stazione e, questa volta, portato direttamente nella casa circondariale di Latina, dove sarà costretto a attendere l'inizio dell'eventuale processo a suo carico con l'aggravante di dover rispondere anche del reato di evasione.

I fatti che hanno portato alle accuse risalgono al mese di maggio di quest'anno e vedono l'uomo indagato per presunti atti sessuali con minorenni. L'udienza di convalida dell'arresto per quei fatti aveva previsto che l'uomo dovesse scontare il periodo che lo divideva dall'eventuale processo agli arresti domiciliari, nella sua casa di Roccagorga. Lo stesso, prima di questi fatti incensurato, aveva poi perso il lavoro che aveva in un'azienda della provincia di Latina, nella quale ricopriva l'incarico di operaio. Al momento, dunque, era nullafacente e domenica scorsa aveva deciso di uscire nonostante le restrizioni del Tribunale e senza considerare che i militari della locale Stazione dei carabinieri avrebbero potuto vederlo.

Così è stato e lunedì mattina si è tenuto il processo per direttissima, col giudice che ha stabilito una nuova ordinanza, questa volta di custodia cautelare in carcere, ossia un aggravamento della pena. Per l'uomo si sono dunque aperte le porte della Casa Circondariale di Latina.