C'è l'ombra del decreto spazzacorrotti per i due agenti infedeli della polizia penitenziaria, arrestati nell'ambito dell'operazione Astice e Petrus, condotta dai carabinieri nei giorni scorsi e che ha portato a 34 arresti a Latina. I poliziotti  che hanno compiuto atti contrari ai doveri d'ufficio, una volta che il processo sarà definito, rischiano di andare in carcere e non potranno avere dei benefici. E' lo scenario che si prospetta anche se l'inchiesta è in fase di indagini preliminari ma è comunque la prima volta che il decreto viene applicato a Latina e provincia.  Ma cosa prevede lo spazzacorrotti? Per chi è stato condannato per reati contro la pubblicazione amministrazione, non sarà possibile l'assegnazione al lavoro all'esterno e non potrà usufruire di permessi premio e misure alternative e dovrà fare il carcere. "Sono episodi di massima gravità - hanno sottolineato i carabinieri del Nucleo Investigativo nella ricostruzione dei fatti e nell'informativa depositata in Procura riferendosi in questo caso alle condotte di uno dei due agenti   - tramite il suo operato venivano introdotti oggetti non meglio identificati, sottratti alla verifica dell'Istituto di Pena e creando delle condizioni di pericolosità per la sicurezza interna". Al termine delle investigazioni i carabinieri hanno accertato tre episodi di corruzione con rituali uguali. L'ispettore forniva dei servizi ai detenuti (dall'introduzione di buste di nylon contenenti alimenti e poi abbigliamento fornendo l'assenso per l'introduzione di droga), in cambio di cessioni di denaro.