Protesta dei commercianti ad Anzio e Nettuno. Questa sera, dalle 18 alle 20, gli esercizi commerciali delle due cittadine del litorale serreranno le porte e spegneranno le luci. Una protesta che parte dai quartieri romani di Trieste e Salario, a cui man mano hanno aderito anche i commercianti di altre località.

Una protesta nata da vari fattori che, secondo i commercianti, non agevolano le attività economiche. Sotto accusa: varchi Ztl sempre più stringenti, trasporti inefficienti, scarso decoro delle strade, disparità fiscale tra i piccoli negozi e i colossi on-line, merci della grande distribuzione sempre in saldo.

«Il rischio - spiega Giulio Anticoli, presidente dell'associazione Botteghe storiche di Roma e ideatore della serrata luminosa - è che presto verranno annientate tutte le botteghe storiche, gli artigiani e i negozi di quartiere. Ormai siamo in una situazione di sopravvivenza commerciale insostenibile, il legislatore si svegli perché l'attuale è una strada che porterà a strade buie».

I commercianti di Nettuno hanno deciso di aderire per sostenere i commercianti di Roma: «Vogliamo fare rete perché l'online è il presente e il futuro, ma il contatto umano sarà per sempre. Una bella fetta d'Italia si unisce all'iniziativa e noi non potevamo mancare». All'iniziativa ha scelto di partecipare anche l'associazione commercianti di Anzio, che vuole dimostrare come potrebbe essere lo scenario delle nostre città in un futuro non molto lontano se non si sostiene l'economia. Interruttori spenti, quindi, per fari, vetrine e insegne. Uno scenario che si preannuncia surreale, ma che vuole spingere a una riflessione e a politiche di maggiore sostegno.